Sinistra, non è bello essere antipatici

«Non possiamo mica stare sempre in sezione a contarcela su» disse Craxi scendendo nell’arena. E governò, con decisionismo talora tragico, disilluso, ma produttivo. La sinistra di oggi ha appena cominciato a capire che governare è azione drammatica, e non affermazione di un’identità: dalla «sezione di partito» - dove tutte le mattine si gioca a fare la quadra - si deve uscire. Perché chi ci resta - tra vigorose quanto astratte affabulazioni di idee - si isola dal popolo, nutrendosi di un autoreferenziale e perdente «complesso dei migliori». Intanto la realtà - l’elettorato - è altrove. Come si capisce leggendo la nuova edizione di Perché siamo antipatici? La sinistra e il complesso dei migliori prima e dopo le elezioni del 2008 di Luca Ricolfi (Longanesi, pagg. 240, 15 euro).