La sinistra occupa la Sala rossa Gli anti-moschea restano fuori

Sono 130 i «pass» consegnati per l'ingresso nella Sala rossa di Tursi ieri pomeriggio. Molti di più, invece, gli abitanti del Lagaccio che rimangono fuori ad ascoltare i lavori del consiglio comunale monotematico sulla moschea. In aula i posti - di cui una quindicina occupati dai «pro moschea» - si esauriscono già dopo una decina di minuti dall'inizio della lunga, difficile giornata di consiglio. Dentro la sala Rossa si applaude, si contesta, si espongono cartelli contro il tempio islamico, altri che chiedono invece la costruzione al Lagaccio. Insomma, si invadono i lavori, in un clima sempre più teso che, alle 18, sfocia nell'interruzione chiesta dal presidente Giorgio Guerello. Durante l'intervento di Stefano Anzalone (Idv), che porta come esempio la Shoà («Già gli ebrei sono morti per la loro religione»), alcuni spettatori, rispondendo a una esclamazione di Emanuele Guastavino, Pd, lanciano in aula numerosi fogli. Sono le lettere che Marta Vincenzi ha spedito agli stessi cittadini del Lagaccio per spiegare perché vuole la moschea e perché dev’essere fatta lì. Nella confusione, viene lanciata anche una borsa. Gian Alberto Conte, consigliere municipale della Lega, è allontanato. I lavori si fermano, ma gli animi non accennano a placarsi.
Arriva il turno di Marta Vincenzi. Che conferma che la moschea si farà. «Ma prima interverremo sul quartiere -, per farlo diventare un posto migliore in cui vivere. Questa è la nostra priorità». Insieme a quella di garantire il diritto di culto. E punta il dito contro la Lega e La Destra che hanno chiesto la seduta monotematica: «Qualche consigliere comunale convoca consigli monotematici per farci perdere tempo -, questo dibattito è un discorso serio. Già altre città hanno fatto percorsi simili, noi, in più abbiamo la sicurezza di un protocollo firmato con l'associazione che gestirà la moschea». Ma la costruzione dell'edificio dedicato al culto islamico porta con sé anche la spaccatura all'interno dell'opposizione. L'intervento di Alberto Gagliardi, Forza Italia, a favore della moschea, provoca un giro di telefonate tra i vertici regionali di Fi e Lega. Per Francesco Bruzzone, segretario regionale del Carroccio, Gagliardi deve rassegnare le dimissioni. Oppure, fine dell'alleanza tra Lega e Azzurri. Roberto Cassinelli, coordinatore cittadino di Forza Italia, in una nota fa sapere che quelle di Gagliardi «sono posizioni personali, non corrispondono alla linea del partito e non sono conciliabili con il suo ruolo di vicepresidente del consiglio comunale». È d'accordo anche Raffaella della Bianca, capogruppo di Fi: dimissioni per «coerenza con la sua posizione». «Non mi dimetto - risponde lui - nei rapporti con l'Islam seguo la linea nazionale. Che non c'è». La mozione di Piana, Lega e Destra viene respinta con 26 no e 15 sì. A quel punto, la sindaco si dice disposta a incontrare i cittadini ancora presenti al dibattito.