«La sinistra penalizza solo la sanità privata»

Alfredo Pallone, presidente del gruppo di Fi alla Regione, il pesante deficit sanitario ha imposto il commissariamento da parte del Governo e si parla in queste ore di un nuovo piano sanitario regionale. È davvero pronto?
«Così sembrerebbe, anche se è inutile presentare un programma di 500 pagine che sappiamo non potrà essere realizzato, così come l’ultimo piano approvato insegna, e che vincolerà la futura maggioranza che vincerà le elezioni nel 2010. Occorreva fare un programma più sintetico, basato su pochi punti che potesse far fronte all’emergenza sanitaria attuale».
Ci faccia un esempio.
«Il piano sanitario è guidato da una visione esclusivamente economicistica. Si negoziano i tetti di spesa delle strutture sanitarie e chi le gestisce può fare tutto purché rimanga entro il tetto stabilito. In pratica si pensa solo a fare cassa, a discapito della qualità dei servizi erogati. Non c’è un minimo di programmazione ma si pensa solo al risparmio di oggi. Pensiamo al ticket: Marrazzo ha fatto per anni una battaglia ideologica contro il ticket sui farmaci che noi avevamo introdotto e oggi ci troviamo con un ticket di 4 euro assolutamente scandaloso».
Quali tagli sono stati fatti agli ospedali?
«Sulla rete ospedaliera c’è una ambiguità di fondo in quanto la competenza è del commissario di governo. Basti pensare alla legge sui distretti socio-montani che oggi è di fatto inapplicabile in quanto poteva intervenire solo Marrazzo con un decreto commissariale. Sul piano sanitario infatti non c’è traccia di questi distretti. Allora dove sono finiti? E perché la legge è stata voluta a tutti i costi nonostante l’evidente incostituzionalità? Evidentemente si trattava solo di uno spot elettorale».
Ma qualcosa si dovrà pur eliminare, altrimenti come pensa possano essere rimessi in ordine i conti?
«Certo che sì, ma di superfluo ce ne sarebbe fin troppo. Eppure Marrazzo preferisce colpire, solo per citare un esempio, il settore degli accreditamenti privati (come quello religioso) che però corrisponde solo al 15% della spesa complessiva. Si continua perciò in una crociata ideologica contro i privati, che produrrà un risparmio minimo. L’esempio del San Camillo è clamoroso. Infatti troviamo un numero di posti letto uguale al Policlinico Gemelli, ma che costa due volte di più in termini di gestione e di spese per il personale che troppo spesso è legato anche a clientele politiche».
Eppure Marrazzo ha detto: «Fuori la politica dalla sanità»...
«Le solite chiacchiere. Il concordato è stato completamente disatteso dai direttori generali. La commissione sanità aspetta con ansia le schede sulla valutazione dei direttori generali. Il peccato originale è l’aver fatto una legge per procrastinare la valutazione fino al 2010, con l’unico obiettivo di mantenere i posti di potere. Permane ancora oggi una forte ingerenza della politica nelle nomine sanitarie. E dunque l’unica soluzione è che al piano si accompagni un taglio deciso delle consulenze inutili e l’approvazione di una legge che svincoli le nomine dei dg e dei primari dalla politica».