La sinistra perde e alla Rai scende il silenzio

La prova inoppugnabile del fatto che la sinistra di lotta e di governo abbia occupato il servizio televisivo pubblico si è avuta lunedì sera, in prima serata. Come normalmente avviene nel caso di elezioni di un qualche rilievo (e queste, benché amministrative, indubbiamente assumevano una rilevanza politica) ci si attendeva almeno una trasmissione di approfondimento con commenti a caldo sugli andamenti degli spogli. Invece nulla, assolutamente nulla su nessuna delle reti Rai! Probabilmente coloro che hanno resistito alla stanchezza ed alla noia dei programmi Rai avranno potuto seguire approfondimenti e dibattiti nel programma di Vespa. Chi, però, come me, non ce l'ha fatta a resistere, dovendo tra l'altro alzarsi presto per andare a lavorare ha dovuto ricorrere alle televisioni satellitari. L'ipotesi che sorge spontanea, conoscendo ormai la malafede di certa gente, è che, prevedendo una débâcle anche peggiore di quella in effetti verificatasi, si sia preferito semplicemente far finta di nulla, tacere, banalizzare e negare. Come cittadina italiana, e con me credo altri, ho l'impressione di essere trattata come una poveretta a cui rifilare solo reality, sceneggiati melensi e partite di calcio quando va bene! I nostri amici democratici, che hanno dato lezioni di pluralismo a Berlusconi, adesso che hanno preso gusto al potere fanno fatica ad accettare le regole che hanno tanto invocato. Sarà un caso che ormai in prima serata si vedano solo Santoro, Travaglio e Floris e che Vespa sia relegato in orari sempre più notturni?