Alla sinistra piace la «secessione» Ma solo al contrario

Ecco perché in Regione si cambia la legge per unire le «due Albissole» mentre si dimenticano Nervi, Pegli e Cornigliano che chiedono l’autonomia

(...) a sostenere le istanze autonomiste delle delegazioni genovesi c’erano soprattutto i partiti del centrodestra. Che però non avevano i due terzi dei voti in aula. Avrebbero dovuto lasciar passare un anno e poi ripresentare la richiesta di referendum, da approvare a quel punto con la sola maggioranza semplice, la metà più uno dei consiglieri. Ma le elezioni regionali impedirono questa conclusione.
Sarebbe forse già tutto dimenticato se non fosse arrivata la svolta per le Abissole. «Sì, ma ora, ammesso che si faccia quel referendum per Albissola, voglio vedere come farebbero poi a non affrontare anche il caso di Pegli, Nervi e Cornigliano - interviene Francesco Bruzzone, segretario regionale della Lega Nord -. Premesso che io non credo sia tanto facile unire quei due Comuni, mi pare evidente che la sinistra si muova in questo campo solo quando le conviene». Il senso di questo suo sospetto viene chiarito subito. «Albisola superiore è un Comune di circa diecimila abitanti e ha una maggioranza di centro sinistra, Albissola Marina, invece è più piccola, circa tremilacinquecento persone, e il sindaco è di centrodestra - spiega Bruzzone -. Fondendo le due amministrazioni, otterrebbero molto più facilmente un unico Comune più grande, e di centrosinistra, eliminando tra l’altro l’unica maggioranza fuori dal loro coro in quella zona».
E qui entrano in scena le speranze di Nervi, Pegli e Cornigliano. Che potrebbero riprovare a presentare le loro istanze di separazione da Genova. A questo punto, come la legge regionale appena modificata su misura per le Albissole riserva ai residenti di questi due Comuni l’eventuale partecipazione al referendum, così anche le delegazioni potrebbero diventare le sole arbitre del loro stesso futuro. «Sì, è chiaro che a un eventuale referendum dovrebbero partecipare solo i cittadini che risiedono nel territorio interessato dall’ipotesi di separazione - conclude Bruzzone -. Quindi non tutti i genovesi dovrebbero essere chiamati a scegliere, e la separazione potrebbe essere più facile». Discorsi, per ora, solo teorici. Perché neppure a sinistra pare al momento esserci tanta voglia di unire le due Albissole. E così pure a Genova, per le delegazioni, si dovrebbe ricominciare tutto daccapo perché l’elezione di Burlando ha di fatto azzerato il precedente iter. Si dovrebbe cioè fare una nuova votazione a maggioranza dei due terzi, poi, dopo un anno dal quasi scontato rifiuto, un secondo pronunciamento a maggioranza semplice. Un esito comunque difficile da prevedere perché neppure il centrodestra appare compatto nel sostenere le istanze autonomiste di Nervi, Pegli e Cornigliano.