Ma la sinistra piemontese difende l’intesa col governo

«Ottenuto il massimo che si potesse avere»

da Torino

Se la sinistra più oltranzista in Val di Susa insiste nella linea dura, la sinistra che governa gli enti locali difende l’intesa con il governo. «Ci sembra un ottimo accordo e un passo avanti decisivo», dice la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso dei Ds. «Mi pare importante - spiega - la decisione di effettuare una valutazione di impatto ambientale sul cunicolo di Venaus anche se non è prevista dalla legge». Secondo la governatrice, «la proposta del governo è il massimo che si potesse ottenere e mi auguro che la delegazione dei sindaci della Valle di Susa dimostri senso di responsabilità e capacità di leadership e che sappia spiegarla alla popolazione. Se si rinunciasse a percorrere anche questa strada l'alternativa sarebbe solo la militarizzazione della valle. Una cosa che cesserebbe nell’ipotesi di un'intesa e quindi si andrebbe verso un periodo di normalità evitando danni economici, sociali e nella vita quotidiana». La Bresso poi avverte: «I rappresentanti della Valle devono stare attenti a non prestare il fianco a qualche falco in seno al governo che chieda di modificare il documento».
Valutazione condivisa da Sergio Chiamparino, altro esponente Ds e sindaco di Torino. «Mi pare che l’incontro di Palazzo Chigi abbia dato esito positivo. Apre la possibilità di fare un confronto ai massimi livelli politici, istituzionali e scientifici e sospende di fatto i lavori a Venaus in attesa della Valutazione di impatto ambientale e delle conclusioni degli Osservatori».
«Mi sembra - prosegue Chiamparino - che ci siano le condizioni per aprire un dialogo e chi si vorrà sottrarre dimostrerà di essere animato da un pregiudizio non solo nei confronti dell’opera, ma anche della disponibilità a dialogare».
Il sindaco chiede poi di «tornare immediatamente alla normalità in Valle di Susa, come è scritto nella premessa al documento di Palazzo Chigi: normalità da parte della presenza delle forze dell’ordine e normalità da parte dei manifestanti». Per questo apprezza la decisione di sentire di nuovo i Consigli comunali: «Certo è bene che i sindaci abbiano ribadito la loro disponibilità al dialogo. A questo punto si vedrà chi lo vorrà perseguire, chi si arroccherà su un rifiuto pregiudiziale e chi cercherà di strumentalizzare questa vicenda».
Per il presidente della Provincia Antonio Saitta (Margherita) «un no all’intesa sarebbe frutto di pregiudizi».