A sinistra le primarie servono solo per litigare

Deficere, dal latino: mancare. Epperò suonava come un insulto, ieri, quel «in deficit sarà lei», sulle bocche dei candidati sindaco ulivisti, l’una in quanto scelta dall’Ulivo, l’altro per Dna. Marta Vincenzi e Stefano Zara ancora non hanno raccolto le 500 firme per salire sul ring delle primarie che già hanno iniziato ad assestarsi colpi con i guantoni. Invero poco cavallerescamente, il primo a cominciare è stato lui, l’ex presidente degli industriali. Che, nell’annunciare di voler sfidare la dama da 150mila voti, non le ha mandate a dire, e infatti ha detto che c’è un «deficit nel programma» dell’Unione, anzi no, peggio, «non c’è una bozza di programma nei discorsi dei due candidati del centrosinistra», e cioè Marta Vincenzi ed Edoardo Sanguineti il poeta dell’ode all’odio di classe. Figurarsi se lei lasciava correre: «Il deficit evidentemente è nel programma di Zara» ha replicato velenosa, subito prima di sibilare: «Nei dieci punti del (...)