«Da sinistra reazioni confuse ma ora l’Enel lanci l’Opa»

La Malfa: «Affrettata l’introduzione dell’euro. Presto si vedrà che l’Unione non ha senso comune»

da Roma

«Rappresaglie? È vero che ad atto ostile solitamente si dovrebbe rispondere in modo analogo. Ma in questo caso raccomanderei prudenza... qui in ballo ci sono i destini dell’Europa». A Giorgio La Malfa, ministro per i Rapporti con la Ue, non è piaciuta affatto la reazione francese all’ipotesi Enel di allargarsi oltralpe, ma ancor meno la piega che stanno prendendo le cose nell’Europa a 25 e, ancora, la reazione «fuori luogo» della sinistra italiana rispetto alla vicenda. «Questo è il seguito - osserva - del “no” alla Costituzione e della cancellazione di fatto della Bolkenstein. L’Europa si chiude per paura di un vero mercato interno col rischio di impoverire tutti...».
Ministro La Malfa, par di capire che lei non si attenda granché da Bruxelles dove Tremonti ha deciso di andare a protestare...
«Formalmente c’è poco da fare, per ora, visto che non eravamo in presenza di un’Opa su Suez da parte dell’Enel. Io non riesco a capire perché mai annunciare questo tipo di operazioni anziché farle... Detto questo aspettiamo di vedere cosa deciderà la Commissione. Vedo che il portavoce di McCreevy ha parlato di “violazione dello spirito” dei trattati, se non delle norme, esattamente quel che si rimproverò a Fazio nella sua difesa dell’italianità delle banche. Mi pare corretto. Ma per ora non si può andare oltre, a meno che - come auspico - Enel non decida davvero di avviare l’Opa».
Scusi, ma lei ai francesi che si blindano per evitare la scalata italiana non ha nulla da dire?
«Noto che ancora una volta manca la reciprocità. Temo che il loro arroccarsi possa finire per mandare in fumo il disegno comunitario, minacciando lo stesso euro che non può funzionare quando si blocca il mercato interno alla circolazione di servizi, lavoro e capitale. Detto questo, a Parigi hanno agito grazie alla compattezza di tutte le forze politiche, diversamente che da noi...».
Vale a dire?
«Ma dico: ha visto cosa sostiene oggi l’opposizione? Lo ha letto quel che ha affermato Prodi? Che l’Italia è il ventre molle dell’Europa!? Ma come a fa a sostenere certe tesi oggi, se poco tempo fa era in prima fila a predicare la necessità della vendita delle banche italiane agli stranieri? La sua mi pare davvero una singolare confusione. Come del tutto strumentali appaiono le proteste dell’Ulivo sulla vicenda Enel. Sono sicuro che appena si solleverà il polverone, si potrà notare ad occhio nudo come la nostra sinistra non possieda un senso comune...».
Ma dalla vicenda come pensa si possa uscire?
«È difficile dirlo perché in realtà, sulla questione, si cominciano a pagare le conseguenze di due decisioni importanti come l’introduzione dell’euro e l’allargamento a 25. Due innovazioni concretate senza aver pensato prima di costruire e consolidare istituzioni in grado di governarne il funzionamento».
Lei mi sta dicendo che quelle che Prodi vanta come un suo successo personale - euro ed allargamento - si stanno rivelando un boomerang per il Professore...
«Mi limito ad osservare che l’introduzione dell’euro col solo auspicio che l’intendenza sarebbe... seguita, è stata un assurdo. La moneta unica si può governare con la mobilità dei mezzi di produzione ed un governo federale. Cose che nella Ue non esistono. E che l’allargamento cui seguono ora eccezioni su eccezioni si sta dimostrando un grosso sbaglio».
Insomma c’è da preoccuparsi...
«Ho paura di sì. Temo per la Ue e non nascondo che ho nostalgia di Delors. L’ultimo, vero commissario capace di programmare e guidare bene le vicende comunitarie».