La sinistra sa solo millantare una superiorità morale

Scrivo in merito alla questione morale che la sinistra ha sbandierato sia in passato che al presente come elemento di superiorità sul centrodestra. Direi che i recenti fatti smentiscono in maniera categorica quest’impostazione del teorema secondo il quale le «anime belle» della sinistra tendono ad imporre a noi poveri zulù l’abc della politica. La loro superiorità è un intreccio micidiale tra politica e finanza, cooperative rosse, Unipol e sindacato. L’esempio più clamoroso è quello fornito dal segretario dei Ds che al telefonino interroga il suo interlocutore in questi termini: «Allora abbiamo una banca?». E questo per rimanere nel campo delle «palanche». Ma cosa dire della mancanza di morale quando si parla di terrorismo o quando si ragiona sul rapporto con il mondo islamico, con le droghe, con la famiglia? In qualunque campo ci si confronti dilaga un pensiero amorale, privo di qualsiasi rettitudine e che sta rapidamente portando tutta la nostra società ad un degrado inaccettabile. E per ultimo anche lo spregio per quelle istituzioni, come la Guardia di finanza, che rappresentano l’ossatura sana della nostra società. Che tristezza! Che miseria! La sinistra non può sventolare nessuna bandiera di moralità: non lo poteva fare ieri, quando prendeva i soldi insanguinati dall’Urss, e non lo può fare oggi, dove mostra senza più nessuna remora il suo vero volto: corruzione, protervia ed eliminazione sistematica di chiunque intralci il «manovratore».