La sinistra sale sull’Aventino Capurro boicotta la seduta di consiglio, ma Costa si dissocia

Le dichiarazioni infuocate della vigilia lo facevano prevedere. Lunedì sera è arrivata la conferma: è scontro totale a Rapallo tra maggioranza e opposizione che però si divide. Se infatti l'ex sindaco, Ezio Armando Capurro, e i suoi fedelissimi lunedì hanno direttamente boicottato il consiglio comunale annunciando un ricorso al Tar dopo l'esposto dei giorni scorsi al prefetto, il capogruppo dell'Ulivo, Maria Cristina Gerbi, prima si presenta in aula e poi l'abbandona dopo una accesa polemica con la maggioranza guidata dal sindaco Mentore Campodonico e lo stesso presidente dell'assemblea, Roberto Spelta. Un atteggiamento dal quale si è dissociato Nicola Costa, candidato sindaco di centrosinistra uscito sconfitto alle elezioni. Una scelta che gli è valsa da parte dello stesso sindaco «profondo apprezzamento».
Due sono le principale cause del conflitto. Una di tipo procedurale e una normativa riguardante una proposta di modifica del regolamento comunale avanzata dalla maggioranza per regolare il diritto di accesso ai documenti. Una «legge bavaglio», è stata bollata dalle opposizioni. Una necessità per regolare un diritto che viene utilizzato da Capurro «in modo abnorme e anomalo al solo scopo di stravolgere il regolare funzionamento degli uffici», spiega la maggioranza. Sotto l'aspetto procedurale l'opposizione contestava l'ordine degli argomenti da discutersi nel corso della seduta. Visto che il consiglio era stato richiesto da un quinto dei consiglieri, è la tesi dell'opposizione, all'ordine del giorno andavano inseriti ai primi posti della discussione gli argomenti proposti dai richiedenti. Mentre questi comparivano solo al decimo punto dell'ordine del giorno. «Una scelta assolutamente legittima e legale», ha confermato Spelta in apertura di assemblea. Una difesa del proprio operato che non ha impedito alla stessa maggioranza di approvare una modifica dell'ordine del giorno accogliendo le richieste di Costa e della Gerbi che però abbandona l'aula. La discussione parte quindi con l'impianto sportivo di San Pietro che verrà ristrutturato direttamente dal Comune e prevede, oltre all'attuale piscina da 33 metri, la copertura della vasca olimpica da 50 metri, bar, ristorante, palestra, centro benessere. I lavori sono proseguiti con la discussione delle interpellanze (27 in tutto) proposte per lo più da Capurro. All'una di notte tutti a casa e riforma del regolamento rimandata al 17 settembre.