La sinistra scomoda i bimbi per attaccare il Cavaliere

(...) Fatto quotidiano. Ma la scena, alla fine, se la prende lui. Quello che ha superato don Gallo nella classifica dei preti contro: don Paolo Farinella, parroco di San Torpete. «Le cose che dico io sono tradizione della dottrina, gli eretici sono gli altri» è il suo esordio sulla piazza. Benvenuto, o Verbo. Eccolo mirare subito al punto: «Con la complicità dello spirito maligno la mafia si è impossessata del nostro Paese - tuona don Farinella dagli scalini che introducono al palazzo della Prefettura -. Abbiamo il dovere di sconfiggere Satana». Dice di aver ricevuto minacce di morte negli ultimi mesi per le sue posizioni e avverte: «A chi mi scrive minacce di morte anonime dico che non ho paura».
Farinella chiama la piazza alla rivolta contro l’attuale maggioranza e lancia un avviso anche alle gerarchie ecclesiastiche: «Ditelo a Bertone che va a braccetto come un fidanzatino con Berlusconi». Così Farinella cambia scenario ma non il registro degli insulti: dalle pagine di Micro Mega a San Torpete, ora siamo alla piazza: «Sono le prove generali di una tirannia, le istituzioni sono state occupate da baroni e mafiosi. Il pericolo è Silvio Berlusconi che si fa i gargarismi con l’acqua benedetta. Lui è un misto tra Ahmadinejad e Putin». I passaggi sul premier sono conclusi da un augurio: «Oggi è partito per Panama, sarebbe ora che partisse per San Vittore». Amen.
Poi, il don, attacca il Pd che corre dietro a Berlusconi «con la candela accesa per reggergli il moccolo» e chiude con un inno alla Resistenza «Sono pronto ad andare sulle montagne per difendere la libertà». Entrano in scena i bambini. In due sulla piazza con il cartello: «Berlusconi pensa a fare il nonno, adesso basta». Poi la palla passa a Marco Preve che tuona contro i suoi colleghi: «Con la presenza di Berlusconi si è cercato di dare un altro ruolo ai giornalisti, quello dell’accompagnatore». Farinella non riesce a stare lontano dal microfono, lo riprende per qualche battuta: «Fidatevi di Feltri e Belpietro che sono campioni di obiettività».
Dulcis in fundo ecco Nando Dalla Chiesa, dimentico del suo ruolo istituzionale, attacca: «Non ho bisogno di sapere da Spatuzza della trattativa. Mi basta vedere la campagna condotta contro i collaboratori di giustizia, i Comuni che non vengono sciolti per Mafia, dove i beni della Mafia sono rivenduti all’asta alla Mafia: questa è la trattativa». Quindi il colpo d’autore di Dalla Chiesa: «Berlusconi impiega la metà del suo tempo a corteggiare ragazzine, viviamo in un’orgia di indecenza». Alla faccia del ruolo istituzionale.