A sinistra si compatta il fronte del no all’anello esterno da Agrate a Melegnano. Pronti nuovi ricorsi al Tar e al presidente Napolitano. Sgarbi: «Sono d’accordo» «Caro governo, blocca quella tangenziale» Verdi, Rifondazione e Comunisti scrivono una

Chiara Campo

Ammettono che «sulla questione il ministro alle Infrastrutture non ha ancora espresso un’opinione». Nell’attesa dunque che Antonio Di Pietro se ne faccia una Verdi, Rifondazione e Comunisti Italiani di Milano e Lombardia gli hanno scritto una lettera per chiedergli di annullare la delibera del Cipe che lo scorso dicembre ha approvato il progetto preliminare per la Tangenziale est esterna, da Agrate a Melegnano. Un via libera che per ora è solo tecnico, perché mancano i fondi, ma l’atto - sottolinea il fronte del no - impedisce che si prendano in considerazione alternative «quindi va annullato».
«Come saprà - scrivono i gruppi all’ex pm di Mani pulite - si tratta di un’autostrada di 40 chilometri, del costo previsto di 1.542 milioni di euro, è troppo costoso e non risolverà il problema della congestione del traffico. Le Province di Milano e Lodi e i 23 comuni interessati dall’opera hanno espresso unanime parere negativo». Resumé che tralascia la diatriba interna alla giunta in Provincia, dove anche il presidente Filippo Penati gioca sul filo dell’ambiguità. «Non ci illudiamo che sia un percorso semplice», ammette il capogruppo provinciale del Prc Antonello Patta. Ma «la campagna elettorale per Penati era stata fatta garantendo il no alla Tem - affonda il segretario provinciale dei Comunisti Giampiero Magni - e ricordo bene che c’era anche lui a Melzo, quando lo abbiamo assicurato alla gente che gli ha dato il voto perché si aspettava battaglia sulla Tem». C’è «un grande dibattito in corso, è inutile nasconderlo - aggiunge il presidente provinciale dei Verdi, Massimo Molteni - ma c’è una delibera votata in giunta che esprime parere negativo, e questa è la posizione della Provincia. Siamo contrari a una super tangenziale sotto pedaggio che di fatto sarà un tratto autostradale, i comuni coinvolti si sono associati e hanno presentato un progetto alternativo, che parte dalla riqualificazione della rete già esistente». «Non ci fa piacere che la gente stia incolonnata in tangenziale, vorremmo che fosse chiaro», mette le mani avanti Magni. Ma intanto, vogliono stoppare un progetto che ha già il sì del Cipe per un altro non ben definito, «certo, non è un piano che così com’è si potrebbe approvare», ammettono. Glissano su quanto potrebbe ancora passare prima che i pendolari possano avere un’infrastruttura in grado di smaltire il traffico.
A giorni Rifondazione presenterà un ricorso al presidente della Repubblica per bloccare l’opera, a marzo Verdi e Comunisti ne hanno avviato uno al Tar contro il progetto della Regione e la «triplice alleanza» promette «mobilitazioni sul territorio». Certo, Penati non è alla testa del fronte anti-Tem. Ci sono, ammette l’assessore all’Ambiente della Provincia Pietro Mezzi «sensibilità diverse all’interno della maggioranza, ma la giunta ha espresso parere negativo alla Tem, e al di là delle interviste sui giornali, questo conta».
L’assessore ai Trasporti Paolo Matteucci sottolinea che la Provincia sta «lavorando con i comuni coinvolti per trovare una soluzione condivisa», ma aggiunge che «l’obiettivo è unire alla riqualificazione delle strutture già esistenti, un nuovo progetto infrastrutturale, condiviso dal territorio». «Il niet - attacca il capogruppo provinciale di Fi, Bruno Dapei - è un no anche a Penati. La mancanza di una strategia condivisa frena lo sviluppo di tutta l’area metropolitana». Per l’onorevole Vittorio Sgarbi invece «la richiesta punta a individuare le priorità vere della città, la costruzione dell’opera non alleggerirebbe il traffico».