La sinistra si mette subito di traverso: «Nessun cambio alla vigilia del voto»

Prodi: «È una regola della democrazia». Chiti (Ds): «Sarà scontro duro»

Omar Sherif H. Rida

da Roma

«Non si cambia la legge elettorale alla vigilia della elezioni. È una regola elementare e fondamentale di ogni democrazia». L’altolà pronunciato a Correggio dal leader dell’Unione, Romano Prodi, sintetizza la totale chiusura del centrosinistra di fronte alla proposta di una riforma elettorale in senso proporzionale (con premio di maggioranza) avanzata ieri dal segretario dell’Udc, Marco Follini, al termine del vertice dello stato maggiore del partito. Ipotesi sulla quale le altre forze della maggioranza si sono dichiarate «pronte alla discussione».
Il presidente dei verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, definisce «scempio istituzionale le riforme prodotte dai ricatti» preannunciando una ferma opposizione «a qualsiasi baratto con la devolution, utile a non frantumare la Cdl ma rischiosissimo per il Paese». «Siamo al ridicolo - chiosa il capogruppo dei senatori ds, Gavino Angius -. Dopo aver sostenuto per settimane che Berlusconi è ormai impresentabile come leader della coalizione, ora l’Udc decide che la questione vitale per la sopravvivenza della maggioranza è la legge elettorale». Sempre nella Quercia, mentre Luciano Violante liquida la vicenda con un «non se ne parla», Vannino Chiti profetizza che se «la destra porterà avanti in Parlamento questa modifica, si aprirà un nuovo terreno di scontro.»
Ancora più radicale la diagnosi del presidente dei deputati dello Sdi, Ugo Intini: «La maggioranza non esiste più. Ciò dovrebbe indurre non a discutere di legge elettorale e di devolution, bensì a chiudere la legislatura con il voto anticipato». «Mi sembra solo un balletto tra Follini e Berlusconi» commenta nella Margherita, Franco Marini. Una secco no arriva anche da Rifondazione comunista, dove Franco Giordano, pur ricordando come Prc sia da «sempre favorevole al sistema proporzionale tedesco» definisce «francamente incredibile la proposta». Provocatorio infine il leader del Pdci, Oliviero Diliberto: «Se mi danno una legge elettorale proporzionale e senza sbarramento si può approvare subito. Credo che il modello regionale sarebbe perfetto. Il problema è che la Cdl non vuole un sistema di voto che consenta davvero ai cittadini la scelta».