«La sinistra smetta di donare sangue al governo»

da Roma

La convocazione è per «il popolo della sinistra che vuole opporsi al governo», per i sindacalisti della Cgil che non vogliono piegarsi alla «disciplina militare di Epifani», ma anche per le forze politiche della sinistra di maggioranza, e quindi Rifondazione e Pdci: «Rompano con Prodi», è l’invito di Marco Ferrando, escluso dalle politiche nel 2006 da Fausto Bertinotti, trotzkista, leader del Partito comunista dei Lavoratori, che da settembre avvierà un’offensiva contro il governo Prodi tentando di allargare una base già in crescita «costante», assicura. Si allontanino dal premier, dice, e «smettano di fare i donatori di sangue con politiche contro la nostra gente».
Sarà un autunno di sinistra in piazza nonostante la sinistra sia al governo?
«Come Partito comunista dei lavoratori assieme a tutte le altre forze della sinistra di opposizione, quelle del corteo del 9 giugno anti-Bush e anti-Prodi, promuoviamo per il 12 settembre un’assemblea nazionale a Roma nella quale avvieremo la campagna d’autunno, un autunno caldo in opposizione al recente accordo concertativo tra Prodi e confederazioni sindacali sul tema pensioni e del precariato del lavoro».
Come valuta la nuova riforma delle pensioni?
«Un accordo totalmente inaccettabile e per alcuni aspetti peggiorativo delle misure varate a suo tempi di Berlusconi. Noi vogliamo promuovere un’opposizione vera. Nella nostra piattaforma chiediamo l’aumento generale dei salari, la cancellazione di tutte le leggi di precarizzazione e la pensione vincolata all’ultimo stipendio con l’abolizione della riforma Dini. Tutto ciò può essere pagato con i 2 miliardi destinati alle spese militari. Chiediamo che ci sia in tutta Italia un referendum tra i lavoratori di verifica democratica».
Avete l’ambizione di condizionare la sinistra di governo?
«Abbiamo un giudizio profondamente negativo della sinistra di governo e della manifestazione del 20 ottobre. Noi siamo contrari al tentativo di ricucire il fossato tra Prodi e il popolo della sinistra. Vogliamo appellarci alle forze politiche di sinistra per dire: “Rompiamo insieme con un governo confindustriale”. Tutta la campagna dell’autunno caldo dovrà avere al centro questa rottura».
Lei parla come se foste in tanti. Su che appoggi contate?
«Il congresso fondativo sarà a gennaio, ma siamo in crescita nettissima, con adesioni continue da tutta Italia, in particolare dalla base di Rifondazione. Abbiamo interi circoli del Prc che rompono con il partito e passano con noi. Queste adesioni arrivano dal fallimento delle sinistre di governo. Le sinistre che avevano promesso un governo di svolta si presentano ora con un bilancio catastrofico».