Sinistra snobba il corteo e i pacifisti fanno flop Ora al Pd piace la guerra

Il movimento per la pace in piazza contro l'intervento in Libia, ma questa volta, senza la mobilitazione del Pd e dei suoi media, fa flop. A Roma solo qualche centinaio di persone risponde all'appello di Gino Strada, scarseggiano anche i nomi vip

Il movimento per la pace torna in piazza. Solite bandiere, soliti slogan ma diversa l'attenzione mediatica: nessuna diretta video e poco battage sui grandi siti di informazione gauchiste. La Libia non è l'Iraq e non è neppure l'Afghanistan. Quindi anche le bandiere arcobaleno passano di moda. L'intervento contro il regime del Colonnello piace anche al Pd e senza la "macchina operativa" e mediatica della sinistra i pacifisti "duri e puri" rimangono pochi. Come dire che quando non c'è l'interesse politico (colpire Berlusconi, per esempio...) il pacifismo perde un po' del suo significato. Solo qualche centinaio di persone si è radunato in piazza Navona alla corte di Emergency. Pochi anche i nomi vip - una delle costanti della sinistra girotondina -, che in questo sabato di primavera hanno deciso di rispolverare lo spirito "girotondino". All'appello di Gino Strada hanno risposto Vauro, Oliviero Diliberto, il popolo viola e i militanti del Sel. La sinistra più "chic" questa volta non batte i piedi per la guerra contro Gheddafi, non è abbastanza trendy.
Dopo anni di tirate pacifiste ora sono tutti pronti a giustificare i bombardamenti su Tripoli, sarà per la posizione del Cavaliere?  

Ma loro, i duri e puri, continuano la loro battaglia contro i conflitti. "La guerra non si può umanizzare. Si può solo abolire". I pacifisti si appropriano della frase detta dal fisico Albert Einstein per protestare contro la guerra.  "Gheddafi, quello stesso tiranno che ora si sta combattendo - ha detto Moni Ovadia durante il suo intervento sul palco - l’avevano messo all’Onu nella Commissione diritti umani. Questa guerra non è umanitaria. Un aggettivo, quest’ultimo, che non è altro che una foglia di fico". Quando si bombarda si chiama guerra - ha commentato il fondatore di Emergency, Gino Strada - poi si possono utilizzare tutti gli aggettivi, ma rimane sempre guerra. Il problema non è cosa si può fare ora ma cosa si poteva fare in questi anni. Cos’ha fatto la politica? Si sarebbero potuti spedire degli ispettori eppure con la Libia in questi anni si è trattato. Ora bisogna abolire la guerra come si è fatto con la schiavitù". Ma il resto della sinistra, per ora, ha cambiato idea.