La sinistra sogna la conversione: i kamikaze diventino non-violenti

Pecoraro Scanio: «Serve una svolta pacifista». Ma Prodi e Fassino: «Il quadro mediorientale si complica»

da Roma

Preoccupati per la vittoria di Hamas, ma anche spaventati da un eventuale non riconoscimento del governo palestinese che verrà da parte dell’Italia e dell’Unione europea. E c’è anche chi si dice convinto che la vittoria del partito islamico renderà più facile la pace. Nel centrosinistra convivono valutazioni diverse del voto nei territori palestinesi. Al partito dei pessimisti si iscrivono il leader dell’Unione Romano Prodi e il segretario Ds Piero Fassino. «La vittoria di Hamas nelle elezioni palestinesi suscita in tutti coloro che sperano nel processo di pace una profonda preoccupazione. Mi auguro fortemente, ma innanzitutto lo auguro al popolo palestinese, che i leader di Hamas colgano la storica opportunità della pace e della democrazia», dice il Professore. Anche per il leader della Quercia «la vittoria di Hamas complica il quadro mediorientale». E la colpa è anche della «comunità internazionale», che ha «lasciato marcire la situazione». Una valutazione molto simile arriva dal segretario di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti, secondo il quale la vittoria di Hamas costituisce un «problema». Ma proprio dentro il partito più a sinistra della coalizione spuntano interpretazioni diverse, come quella di Ramon Mantovani: «La pace vera si fa tra nemici veri. Ora c’è un Parlamento rappresentativo e Israele deve trattare con questo Parlamento».
Tra i più convinti della necessità di un dialogo con Hamas, il segretario dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto. «Avrei preferito una vittoria di Al Fatah, ma ora bisogna rispettare le decisioni democratiche del popolo palestinese e operare perché Hamas nella misura in cui è possibile, si laicizzi e collabori al processo di pace». Anche i Verdi puntano tutto su una svolta pacifista del partito dei kamikaze. «Per la stabilità in Medio Oriente e per evitare tensioni e conflitti è necessario che Hamas compia una svolta nonviolenta, riconosca lo Stato d'Israele e non offra pretesti per una guerra ai falchi israeliani», ha auspicato il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio. Il Sole che ride lancia anche un monito al governo italiano: «Non faccia l'errore di adottare una politica di chiusura nei confronti di Hamas», ha detto Laura Cima. Anche perché - aggiunge Alfonso Gianni del Prc - «Hamas non è solo terrorismo, svolge una funzione di stato sociale».
Decisamente più vago il commento di Walter Veltroni, sindaco di Roma sempre impegnato nelle grandi questioni di politica estera: «C'è sempre più bisogno di pace. In una situazione di conflitto trovano sempre più spazio le posizioni estremiste. Ora c'è da attendersi che chi ha vinto in libere elezioni sia ispirato a un progetto di pace».