La sinistra sta con i baroni che assumono i familiari. E il sì slitta ancora a oggi

Bagarre a Palazzo Madama sul ddl Gelmini, l'opposizione rallenta i tempi. Ma davanti all'idea di lavorare a Natale fa marcia indietro e assicura il voto

Roma E sulla battaglia politica e gli ideali vince il cenone di Natale libero per tutti pure a Palazzo Madama. In cambio di una dichiarazione di voto finale in diretta tv oggi intorno alle 16 l’opposizione scende dalle barricate giusto in tempo per tornare a casa a festeggiare la vigilia in famiglia. Intanto però grazie al rallentamento imposto al cammino della riforma universitaria, che avrebbe potuto essere approvata già martedì scorso, in molti atenei rettori e professori si sono affrettati a sistemare parenti, affini e collaterali in cattedra visto che poi le norme contenute nella riforma renderanno impossibile l’assunzione di figli e nipoti dove insegnano padri. Insomma il ritardo ha probabilmente favorito l’ultimo colpo di coda della parentopoli universitaria.
Anche ieri è stata un’altra lunga giornata caldissima per l’aula del Senato. Nonostante l’auspicio espresso al mattino dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, per una rapida conclusione entro la giornata le cose si mettono subito malissimo. L’opposizione parte con l’ostruzionismo a oltranza, contestando il verbale della seduta precedente. Quella durante la quale la presidente di turno, la leghista Rosi Mauro, aveva perso il controllo e dato per approvati quattro emendamenti dell’opposizione. La votazione è stata quindi ripetuta ma l’opposizione contesta il resoconto e poi va avanti con l’ostruzionismo. Una maratona estenuante per i senatori. Nonostante l’impegno del presidente del Senato, Renato Schifani, i lavori procedono a singhiozzo e più di una volta devono essere interrotti a causa della bagarre in aula. Schifani impone il contingentamento dei tempi ma la decisione viene contestata.
È chiaro che il voto finale slitterà e sull’assemblea pesa la terribile minaccia lanciata dal presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice Belisario, al presidente del senatori Pdl, Maurizio Gasparri: «Metteremo insieme il bambinello nel presepio», come a dire passeremo la vigilia di Natale a votare la riforma. Gasparri accetta la sfida e annuncia: «Andremo avanti tutta la notte. E si profila la possibilità di arrivare a votare il 24 dicembre».
Ma la presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro, ha già la soluzione in tasca. Intanto ha già chiesto l’annullamento della rognosissima direzione di partito convocata per questa mattina, rinviata per l’appunto perché i senatori Pd sono impegnati con la votazione della riforma. Poi propone la salomonica soluzione. «Se volessimo impantanare questa riforma saremmo in grado di farlo, ma i miei senatori hanno senso di responsabilità» afferma munifica la Finocchiaro che propone la diretta tv con un tempo adeguato per le dichiarazioni di voto. «Così noi avremo tutto il tempo di spiegare agli italiani le nostre ragioni», dice la Finocchiaro. E si potrebbe aggiungere che così tutti i senatori avranno il tempo di tornare a casa per la vigilia. La proposta viene accolta da tutti. E Buon Natale.