La sinistra stoppa Padoa-Schioppa Prc furioso: "Abolire lo scalone"

Sinistra nel caos. Dpef, Ferrero, Bianchi, Mussi e Pecoraro Scanio scrivono a Prodi: &quot;Sbagliato gestire in questo modo la trattativa con le parti sociali&quot;. E poi intimano al premier: &quot;Serve un cambio di rotta&quot;. E Giordano: &quot;Abolire la riforma Maroni o noi votiamo contro&quot;. Lunedì vertice straordinario dell'Unione. <a href="/a.pic1?ID=187717" target="_blank"><strong>Berlusconi stronca Veltroni: &quot;finirà vittima della sinistra radicale. Come Prodi&quot;</strong></a>

Roma - I quattro ministri della sinistra dell’Unione, Alfonso Pecoraro Scanio, Fabio Mussi, Paolo Ferrero e Alessandro Bianchi, hanno scritto una lettera al premier Romano Prodi per denunciare la loro insoddisfazione riguardo alla trattativa con le parti sociali sul Dpef. Serve "un cambio di rotta". Nella lettera i quattro ministri esprimono a Prodi "forte preoccupazione per il modo in cui viene condotta la trattativa con le parti sociali". Pecoraro, Mussi, Ferrero e Bianchi spiegano di "non condividere la posizione con cui il governo, e segnatamente il ministro dell’Economia, affronta questa trattativa. Riteniamo - si legge nella lettera - che la drammatica emergenza sociale che vive il Paese e che è stata eredita dal precedente governo Berlusconi, debba essere affrontata di petto". Per i ministri radicali i temi da affrontare in maniera diversa sono "la lotta al precariato, il superamento della legge Biagi, la ricerca, l’abolizione dello scalone, il problema della sicurezza". E l’insoddisfazione ha spinto i ministri a chiedere direttamente a Prodi "di imprimere al confronto con le parti sociali la necessaria svolta".

Rifondazione: abolire lo scalone "Senza mettere in campo risorse aggiuntive da parte del governo per abbattere lo scalone previdenziale, non si può ottenere il consenso di Rifondazione comunista". Lo dichiara il segretario del Prc, Franco Giordano, a margine del convegno "Capitalismo: locuste o formiche", organizzato a Milano da Rifondazione comunista con la partecipazione anche di manager di aziende nazionali. "Non si possono considerare le condizioni di vita di persone in carne e ossa come numeri di un pallottoliere - continua Giordano -. Nel programma abbiamo scritto e sottoscritto: abbattere l’iniquo scalone previdenziale introdotto dalla riforma Maroni. Abbattere lo scalone è dunque quel che semplicemente deve fare il governo". "Senza mettere in campo da parte del governo maggiori risorse necessarie ad abbattere lo scalone, si verrebbe infatti meno al vincolo sociale con il popolo del centrosinistra e con il paese intero comunemente e unanimemente assunto da tutta l’Unione al momento della sottoscrizione del programma - conclude il leader del Prc -. Per Rifondazione comunista quel vincolo è inscindibile, inalterabile e insormontabile: non si può quindi ottenere il consenso del Prc se non semplicemente rispettandolo".

Sircana: se ne parlerà in cdm "Le osservazioni mosse alla modalità di gestione della trattativa con le parti sociali verranno prese in considerazione" e le decisioni su questi argomenti "verranno prese dall’intero consiglio dei ministri sotto la guida di Romano Prodi". Il portavoce del governo Silvio Sircana risponde alla lettera dei ministri Bianchi, Ferrero, Mussi e Pecoraro Scanio al presidente del C0nsiglio nella quale i quattro chiedono maggior collegialità sul Dpef. Sircana ribadisce la piena fiducia di Prodi nei confronti dei suoi ministri, nel loro operato e nello spirito di collegialità. E proprio su questi temi, prima della riunione di Palazzo Chigi, ci sarà un vertice alle 15, sempre di lunedì. Un incontro in cui il governo incontrerà i capigruppo della maggioranza. "Il presidente Prodi - continua Sircana - ha sempre avuto e continua ad avere piena fiducia nei suoi ministri e nel loro operato. Ha impostato il lavoro del cdm rispettando lo spirito di collegialità e, in questo spirito, ha sempre considerato lecito esercitare il diritto di critica ed esprimere opinioni e suggerimenti da parte di ciascuno di loro, così come ha sempre chiesto il rispetto delle prerogative, delle responsabilità e delle deleghe di ciascun ministro".