La sinistra torna a litigare sui gay

Il candidato Pd, il generale Del Vecchio: "Gli omosessuali sono inadatti all'esercito". Arcigay e sinistra radicale all'attacco dei Democratici. Il ministro Mussi: "Nonnismo". Giordano: "Dimostrano una cultura omofoba e maschilista"

Roma - "I gay nell’esercito sono inadatti". A pensarla così è il generale Mauro Del Vecchio, intervistato on line da Klaus Davi per KlausCondicio. E' bastata una dichiarazione del candidato Pd per accendere la miccia all'interno del centrosinistra.

Le dichiarazioni di Del Vecchio "Io rispetto ogni scelta legittima e lecita della persona - premette Del Vecchio - ma credo che nell’ambito di una struttura come l’Esercito, dove le attività si svolgono sempre insieme, è opportuno non dichiarare ed evidenziare la propria omosessualità". Anche nella propria carriera, il candidato Pd ammette di essersi "imbattuto in episodi di omosessualità" e racconta: "Ho fatto in modo che quelle situazioni non si verificassero di nuovo, che chi ne era coinvolto venisse ricollocato ed impiegato in altre aree". Poi assicura: "In ogni caso, non ho mai mandato via nessuno dall’Esercito perché gay".

Grillini: "Omofobo e conservatore" Idee "omofobe e conservatrici" che dimostrano come la comunità gay non debba fidarsi del Pd. Franco Grillini (Partito socialista) punta il dito contro le parole del generale Mauro Del Vecchio. Per Grillini, "che le strutture militari siano omofobe, e, più i generale, sessuofobe è risaputo". Il candidato socialista alla carica sindaco di Roma, aggiunge: "Le strutture gerarchiche e maschiliste, soprattutto in condizioni di mono-sessualità, tendono a riprodurre un modello di maschilismo autoritario. Tuttavia il mondo è fortemente cambiato e Del Vecchio non se ne è accorto". Grillini ricorda che "in alcuni paesi, come l’Inghilterra, si fa pubblicità sui giornali gay per l’arruolamento nella marina. L’esercito israeliano, poi, arruola senza difficoltà gli omosessuali. Il generale Del Vecchio non spacci le sue idee omofobe e conservatrici come oggettive".

Mussi: "Nonnismo" "Buono il nonnismo soft, gay fuori dall’esercito, minorenni in divisa, bordelli per i militari in missione all’estero, il generale Speciale molto valido. Si resta senza parole di fronte al campionario di luoghi comuni reazionari del generale Del Vecchio, candidato del Pd". È quanto afferma il Ministro dell’Università ed esponente della Sinistra Arcobaleno Fabio Mussi: "Il generale si è scusato: sono stato ingenuo, stessa giustificazione dell’imprenditore Calearo, sempre candidato del Pd, dopo altre stupefacenti dichiarazioni televisive. Li traduco: ho detto quello che pensavo, dunque sono stato imprudente. Una parte di quella lista è stata concepita come una galleria di medaglioni. Purtroppo sono medaglioni che parlano".

Ferrero: "Il Pd non è sinistra" "Il Partito Democratico potr… anche definirsi riformista ma certo non Š di sinistra", afferma il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, accusando i candidati del Pd di "rilasciare dichiarazioni incredibili e assurde". "Il Pd - spiega Ferrero - potrà anche continuare a definirsi riformista ma certo non può più ingannare nessuno quanto alla sua identità di sinistra che semplicemente non esiste". 

Sinistra radicale contro il Pd A difendere la comunità gay ci pensa - a gamba tesa - la Sinistra arcobaleno che coglie l'occasione per attaccare i Democratici. "Adesso ci è chiaro perché il generale Del Vecchio aveva affermato di accettare la sua candidatura nelle liste del Pd contro la sinistra - dichiara il segretario del Prc, Franco Giordano - con le dichiarazioni di oggi dimostra che la sua è una cultura non moderata, ma apertamente reazionaria, fortemente omofoba, rozza e maschilista". "Dopo la mafia, che aveva dichiarato che un gay non può appartenere alla famiglia, ora abbiamo anche la notifica che un gay non può essere militare", commenta il senatore verde Gianpaolo Silvestri prendendo atto che "il Pd non è un nuovo partito ma una pessima coalizione che tiene dentro omofobi, guerrafondai e qualche specchietto per l’allodole".

La smentita del generale "Ho visto che alcune mie dichiarazioni stanno suscitando polemiche. Vorrei precisare che interpretare come un pensiero compiuto qualche frase detta con un pò di ingenuità sarebbe sbagliato". Il generale arruolato nel Pd affida a una nota la propria smentita: "Ho evidentemente peccato di inesperienza politica, prestandomi ad una sorta di intervista che ho interpretato come scherzosa e irrituale. Voglio però precisare che non nutro alcun sentimento di omofobia, che la mia adesione al programma del Pd è piena, avendolo sottoscritto e condiviso in tutte le sue parti". "Allo stesso modo sono miei i valori di fondo di questo partito che comprendono rispetto e tolleranza. Se le mie parole hanno permesso interpretazioni che hanno offeso qualcuno - conclude - me ne dispiaccio sinceramente e me ne scuso. Insistere con le polemiche sarebbe a questo punto sbagliato".