La sinistra vuole trasformare Giuliani in un eroe Da Pisapia a Vendola, chi vuole la santificazione

La sinistra si ricompatta nel memoriale dei disordini che nel 2001 devastarono Genova. Per Pisapia Carlo Giuliani è un ragazzo innocente che lottava per un futuro migliore. In piazza anche Vendola che l'anno scorso aveva definito il no global morto in piazza Alimonda un eroe al pari di Falcone e Borsellino

Roma - Genova, dieci anni dopo. La sinistra si ricompatta per santificare Carlo Giuliani e trasformarlo in una bandiera della lotta di piazza e di libertà. Un memoriale durato un'intera settimana e che culminerà nella manifestazione di domani alla quale non mancherà il leader del Sel Nichi Vendola. "La sinistra deve uscire dal letargo e deve raccogliere le istanze dei giovani -  ha detto martedì Giuliano Giuliani, padre di Carlo, durante le celebrazioni per il decennale del G8 - il futuro è brutto per questi giovani, ma c’è la voglia di cambiarlo e farlo diventare migliore. I giovani devono diventare protagonisti del cambiamento". Il cambiamento, appunto. Come quello auspicato a Milano dal sindaco Giuliano Pisapia, ex legale della famiglia Giuliani, che vede tutt'oggi nel no global, che ha perso la vita a Genova mentre prendeva d'assalto una camionetta delle forze dell'ordine, un "ragazzo che sognava un futuro migliore". Ed è proprio così che la sinistra cerca di trovare in Giuliani un nuovo vessillo contro il potere.

Con buone probabilità a Giuliani, che in piazza Alimonda indossava un passamontagna e brandiva un estintore per sfondare un defender, questa sinistra di governo non sarebbe piaciuta così tanto. Un'opposizione pronta a votare le missioni all'estero e così poco anarchica fatica ad andare a braccetto con la sinistra radicale e antagonista. Lo sa bene Pisapia che si trova stritolato tra i poteri forti che gli hanno permesso di vincere la corsa a Palazzo Marino e i rifondaroli che vorrebbero azzerare lustri di governo di centrodestra. Far coabitare queste due anime (che di frazionano in una continua lotta tra bande) diventa estremamente difficile. Eppure sembra che il memoriale di Giuliani le abbia inesorabilmente avvicinate. "Verità e giustizia per Genova", è stato lo striscione che ha aperto ieri sera la fiaccolata organizzata per ricordare, a dieci anni di distanza, il sanguinoso biltz della polizia all’interno della scuola Diaz, al tempo sede del Genoa Social Forum. "Ci vuole una rivoluzione culturale - ha detto don Andrea Gallo, fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto - una svolta epocale, quella della scelta della non violenza attiva".

In questi anni, Giuliani è divuto il simbolo dell'escalation di disordini avvenuti mentre i capi di governo dei Paesi industrializzati si riunivano in occasione del G8. "Giuliani non è un esempio nè tantomeno un eroe", tuona il senatore del Pdl Riccardo De Corato invitando Pisapia a chiarire se è i no global sono "il cittadino modello che vuole proporre". Eppure una sinistra sempre meno no global e sempre più globalizzata e globalizzante cerca di farsi scudo dietro alle celebrazioni della resistenza al G8 per rilanciare, in un momento in cui la congiuntura economica è sempre più instabile, la rivolta sociale. Ne è profondamente convinto Vendola che l'anno scorso aveva paragonato Giuliano ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, definendoli "eroi dei giorni nostri". Il leader di Sel parla di un "eroe ragazzino" morto a Genova quando "una generazione perse l'innocenza e fece i suoi conti con la morte". Dopo aver accusato la politica e la magistratura di non aver mai fatto luce sui fatti, anche Oliviero Diliberto si lascia andare all'amarcord: "Con Giuliani se ne andarono le ragioni di quelle centinaia di migliaia di ragazze e ragazze che a Genova chiedevano una società più giusta ed un mondo migliore".

Il centrodestra non ci sta e accusa la sinistra di dimenticare le vere vittime degli scontro del 2001, cioè le forze dell'ordine che in quesi giorni hanno difeso la città dalla guerriglia dei black bloc. Mentre infatti, il sindaco Marta Vincenzi conferisce la cittadinanza onoraria a un giornalista inglese ferito durante l’irruzione alla Diaz, il Pdl torna a chiedere a gran voce di ricordare anche gli agent. "Solo quando si userà pari trattamento a tutte le vittime del G8, servitori dello Stato in primis - spiega il responsabile sicurezza pdl, Gianni Plinio - sarà possibile aspirare a diventare un Paese normale.