Dal Sinodo parte la caccia alle vocazioni

Nessuna apertura al matrimonio dei sacerdoti, ma aumento degli sforzi per arrivare ad avere un maggior numero di vocazioni come risposta alla scarsità dei preti. È questo una delle indicazioni contenute nell’«elenco unico» delle 50 proposizioni emerse dopo due settimane di lavoro del Sinodo, che da ieri sono all’esame dei vescovi. Il testo, mantenuto segreto dal Vaticano, è stato anticipato dal «Catholic News Service», l’agenzia di stampa collegata con la Conferenza episcopale americana. A proposito del dibattito se l’Eucaristia sia «un dono o un diritto», la proposizione 4 mette in gioco entrambi gli aspetti. Essa dice che l’Eucaristia è un dono di Dio, ma anche che i fedeli hanno il diritto di ricevere i sacramenti e che i pastori hanno il dovere di fare ogni sforzo per favorire l’accesso all’Eucaristia. La questione dell’ordinazione sacerdotale di uomini sposati di virtù provata, i «viri probati», è stata sollevata da parecchi vescovi nella discussione sulla scarsità dei sacerdoti che affligge molte parti del mondo. La proposta 11 afferma però che «i padri sinodali affermano l’importanza del dono inestimabile del celibato ecclesiastico nella pratica della chiesa latina».