Sirene come in tempo di guerra per avvertire dell’alluvione

(...) Ecco, pensate che noi siamo qui a raccontare tutto questo e siamo a quasi trecento chilometri di distanza. Duecentonovantotto e rotti da Finale Emilia, duecentottantacinque da Mirandola, duecentottantatré da Novi di Modena. E abbiamo paura.
Pensate a tutti quelli che vogliono ricominciare a vivere e sono lì.
Pensate che noi siamo qui a raccontare, giustamente preoccupati, della chiusura di due piani di Palazzo San Giorgio, sede dell’Autorità Portuale, notizia anticipata immediatamente dal Giornale, per problemi dovuti alle scosse di terremoto nei giorni scorsi.
Pensate che, giustamente, il Comune studia le dislocazioni alternative per i bimbi della scuola materna Villa Sciallero di Sestri Ponente, chiusa dopo i sopralluoghi dei vigili del fuoco «in via precauzionale e in accordo con i tecnici comunali, che l’hanno dichiarata momentaneamente inagibile in attesa delle risultanze degli accertamenti tecnici già disposti dagli uffici comunali» e, altrettanto giustamente, sono partite le «verifiche sugli elementi strutturali e sui controsoffitti».
Insomma, pensate a tutto questo e pensate a cosa stanno provando le popolazioni dell’Emilia. Ricordando la loro straordinaria dignità e il fatto che non chiedano l’elemosina, ma domandino solamente di essere aiutati a lavorare. Nient’altro.
Proprio per aiutarli, su idea del nostro caro amico e lettore Marco Percivale, abbiamo deciso di lanciare una sottoscrizione, che ha già ricevuto parecchie adesioni, prime fra tutti quelle di Fernando Galardi e di Mauro Lauro. Così come siamo orgogliosi di aver denunciato il fatto che si volessero far pagare 100mila euro di tasse su 750mila di valore delle mille tende donate da ShelterBox International e dai Rotary liguri. Tasse giustamente saltate grazie all’intervento di spedizionieri, funzionari doganali di Bologna e grazie anche alla nostra denuncia.
Insomma, non possiamo restare indifferenti, non possiamo stare fermi. E vi aggiorneremo passo passo sui nomi di chi ci sta. Ricordandovi che il conto è aperto presso la Banca Passadore che, con grande sensibilità, ha azzerato tutte le spese del conto e ovviamente anche quelle per i bonifici, riconoscendoci pure un piccolo interesse. Il conto è intestato «TERREMOTO EMILIA» e le coordinate IBAN sono IT 77 S 03332 01400 000000946478.
L’idea è quella di coinvolgere il maggior numero di persone possibile per adottare gli abitanti di un paese e aiutarli concretamente, senza che i soldi finiscano nel mare magnum di tante iniziative tutte meritevoli, ma poco visibili dopo la fase di avvio.
Invece, io personalmente sarò in Emilia a consegnare gli assegni, un po’ come abbiamo fatto per gli aiuti per gli alluvionati, e mi faccio garante del loro uso. Insomma, seguiteci e vi informeremo giorno per giorno di come verranno spesi i vostri soldi. Con l’impegno mio personale, lettore per lettore, amico per amico, che saranno soldi spesi bene.
(1-continua)