Da Sirenetto a Scrausa fino a Ecocontributo Il vocabolario ha 1.500 (brutte) parole in più

Melissa e Thais, Elena e Giorgia, Elisabetta e Maddalena, Costanza e Federica. In principio la velina era pura coreografia, sontuosa anatomia, l’occhio e la sua parte. Adesso invece è un dispregiativo radical chic: velinismo. Cioè diventare famose per la propria passività e inconcludenza, arrivare in alto senza merito alcuno. Tipo Rosa Russo Jervolino. Oppure celodurismo, spesso maldestramente sposato al velinismo, in realtà un modo brusco e decisionista di venire a capo dei contenziosi, uno stile di vita oltreche politico adottato dai lumbard che ha come filosofo di riferimento Rocco Siffredi.
Velinismo e Celodurismo, modi di dire, due delle mille e cinquecento new entry del nuovo Zingarelli 2012 disponibile anche online, su iPhone e iPad, che ogni anno si diverte ad aggiornare il nostro vocabolario con i massacri che facciamo della lingua. La novità di questa edizione è l’Analizzatore morfologico, un innovativo software didattico che fornisce l’analisi grammaticale delle forme coniugate dei verbi e delle forme flesse di sostantivi aggettivi e pronomi. Un gioiellino tecnologico che pare sia andato in confusione solo quando si è tratto di tradurre il Di Pietro Antonio 2011, incomprensibile anche in lingua originale.
C’è un po’ di tutto nel novissimo Zingarelli dal Biotestamento al Cardiofitness, dalla Glocalizzazione all’Ecocontributo, da Sirenetto a Eternizzare. Non si sa però quanti di voi usino nel linguaggio di tutti i giorni Digital divide, cioè divario digitale, Cuissardes, che sarebbero gli stivali con gambale a mezza coscia, o Bosu un nuovo attrezzo per fare fitness o ginnastica come si diceva una volta. C’è anche da dire che tra couch surfing, cloud computing e websurfing ci sono termini che sembrano tornare dall’antico parlare come Scrausa, che vuol dire brutta e scadente, sinonimo fino a ieri di partita dell’Inter di Gasperini, o Acrasia, cioè mancanza di controllo, sinonimo quasi sempre di Sgarbi. Morale: 1500 parole in più, 143mila voci, 377mila significati, 44mila locuzioni, 72mila etimologie, 11600 citazioni letterarie, 1000 sfumature del parlare. E nessuno che ascolta cosa dice l’altro...