Siri alla riconquista del «suo Comune»

Il centrodestra va alla riconquista di quella che era già stata la circoscrizione di Aldo Siri, oggi in mano al centrosinistra e presieduta dal diessino di «aria correntone» Giuliano Bellezza. Ieri, in un teatro Carignano non proprio straripante di folla (anzi, desolatamente semivuoto) è partita la riscossa dei candidati al Municipio Centro Est (Oregina, Lagaccio, Castelletto, Prè, Molo, Maddalena, Carignano, Centro storico, Portoria), decisi come non mai a «issare la bandiera della Casa delle Libertà in queste importanti aree della città». Aldo Siri, lista Biasotti, nuovamente in corsa per presiedere il mini parlamentino, ha già incominciato la caccia ai voti «strada per strada e negozio per negozio perché lo scarto fra le due coalizioni è moderatissimo».
E per tentare il sorpasso, ieri il candidato arancione ha presentato con tutti gli alleati un programma impregnato di valori e ricco soprattutto di soluzioni per i piccoli problemi concreti. Attitudine del presidente che è confermata da Massimiliano Lussana, caporedattore del Giornale e moderatore dell'incontro: «Siri è una di quelle persone rare che chiede pochissimo e ringrazia tantissimo e se chiede lo fa per ragioni che sorprendono. L'ho sentito chiedere una sola volta, ed era per ottenere visibilità per un pomeriggio di caldarroste a scopo benefico». Sandro Biasotti, impegnato come mai in passato in una campagna tra la gente, lo ribadisce: «È forse il solo aspirante presidente che ha chiesto di non essere candidato, ma noi abbiamo bisogno di lui per le sue capacità e per conquistare quei voti delle zone più rosse». E i voti che Siri è deciso a conquistare sono soprattutto quelli dei cattolici «perché alcuni politici della sinistra - spiega - non sono degni per definirsi cattolici».
Ma è sulla forza del programma che puntano i partiti. «Un programma che abbiamo fatto tutti assieme e che ci soddisfa proprio perché va incontro alle esigenze delle persone e che parla tanto di sicurezza quanto di manutenzioni o assistenza agli anziani» dice Milena Pizzolo, consigliera di circoscrizione Centro Est in rappresentanze di An. Ed è lei a spiegare «che tutti i partiti stanno lavorando con il solo fine di una vittoria comune, e che non appena torneranno a governare lo faranno come se già esistesse la Federazione di centrodestra». Ma è tempo anche per le accuse: «Quando io ero il presidente, i cittadini non dovevano attendere mesi per essere ricevuti» riprende Siri. E ancora: «Oggi dei lavori previsti in tre mesi necessitano anni. Io mi recavo personalmente presso i cantieri per capire le ragioni di ogni ritardo». Ma i toni più forti il candidato presidente li usa per denunciare gli sprechi della politica di quartiere: «Una maggioranza spesso incapace di approvare i suoi ordini del giorno ha speso 10mila euro di denaro pubblico per convocare regolarmente una doppia seduta». Oppure spazio alle domande retoriche: «Perché dopo anni di inerzia sono stati stanziati 30mila euro soltanto nelle ultime sedute?» si chiede un Siri «sorpreso da tanta immoralità». Ma l'elenco di nuove battaglie pronte dai candidati di questo mini parlamentino, dove spesso lo scontro politico è assai più aspro che non a livello nazionale, è pronto. Una su tutte è quella ex autorimessa Amt (ex Sati) in via Lagaccio, di proprietà del Comune e inutilizzata da anni.
Gian Maria Gambaro, rappresentante per l'Udc e consigliere di circoscrizione Medio Levante vuole che la sua roccaforte non rimanga sola in una città dove 8 municipi su 9 sono in mano al centrosinistra. «È partita la campagna per la “reconquista” del Centro Est - concorda Enrico Cimaschi, candidato della Lista Biasotti nel Municipio-. Una riconquista a portata di mano, non solo in virtù dell'effetto “politica nazionale” ma anche perché è palpabile l'insoddisfazione verso la giunta Bellezza e la volontà di rinnovamento». Della riscossa è convinto anche Roberto Cassinelli, coordinatore metropolitano di Forza Italia. «Questa volta il Centro Est ce lo riprendiamo. In questi 5 anni di Bellezza, di positivo ha avuto solo il nome».