Siria, Assad: presto fine operazioni a Daraa Gli attivisti: ottomila persone arrestate

Il presidente Bashar al Assad fa sapere che presto l'esercito finirà la sua missione a Daraa, nel sud del Paese. Ma le violenze non si placano. La denuncia dei manifestanti: le autorità hanno arrestato già 8mila. Sos a Frattini da un circo italiano

Damasco - L’esercito siriano, impegnato da più di 10 giorni in una cruenta repressione delle manifestazioni anti-regime a Daraa, finirà presto la sua missione nella città del sud della Siria. Ad affermarlo, secondo il quotidiano Al Watan, sarebbe stato lo stesso presidente siriano Bashar al Assad, durante un incontro con responsabili politici di alcune città nell’Est del Paese. "Le unità dell’esercito entrate a Daraa il 25 aprile termineranno ben presto la loro missione", avrebbe detto Assad, "in tutti i Paesi del mondo possono succedere fattio come quelli accaduti a Daraa".

Gli attivisti: 8mila arrestati o scomparsi I manifestanti siriani che protestano da oltre un mese hanno annunciato che continueranno la loro rivoluzione e hanno denunciato che le autorità hanno arrestato già 8000 persone, con circa 500 arresti al giorno. "Continueremo la nostra rivoluzione e le nostre manifestazioni pacifiche attraverso la Siria finché non otterremo la nostra libertà", hanno affermato oggi i comitati di coordinamento delle manifestazioni nel Paese. Il numero di persone "detenute o scomparse potrebbe superare le 8000", ha detto Wissam Tarif, direttore esecutivo dell’organizzazione di difesa dei diritti dell’uomo Insan. "Il regime ha perso la testa (...) perché malgrado l’assedio e la brutalità di cui sono vittime diverse città, e gli arresti di centinaia di persone, le menifestazioni crescono ogni giorno". Ieri centinaia di studenti hanno manifestato prima di essere dispersi dalla polizia nel campus di Aleppo, città finora relativamente tranquilla.