La Siria blocca le esportazioni del Libano

Chiuse le dogane: per Damasco solo misure di sicurezza Ma a Beirut si pensa a una ritorsione commerciale

da Beirut

Sale la tensione sul confine fra Siria e Libano. Ieri la stampa libanese ha reso noto che Damasco ha bloccato la frontiera a causa delle sparatorie e degli arresti che si sono susseguiti nei giorni antecedenti. Il provvedimento avrebbe creato una lunga fila di camion, si stima oltre cento, che da circa tre settimane attendono di poter varcare il confine.
Intanto Damasco smentisce. Le autorità doganali siriane al punto di confine di Dabbousieh-Abboudieh hanno definito il blocco dei camion provenienti da Beirut una misura di sicurezza per impedire l’ingresso di militanti islamici. Sempre secondo i funzionari di frontiera, nei giorni scorsi sarebbero arrivate segnalazioni secondo le quali alcuni camion trasportavano merci di contrabbando e armi. Abdul-Hadi Darwish, capo del dipartimento di frontiera a Dabbousieh, ha poi giustificato i ritardi e il congestionamento dei tir con le ridotte dimensioni del varco doganale. Ma nonostante questa spiegazione, alcuni osservatori libanesi hanno avanzato l’ipotesi che questa chiusura sia dovuta al raffreddamento delle relazioni politiche fra Siria e Libano. Damasco, in questo modo, avrebbe deciso di punire l’autonomia di Beirut con una ritorsione di tipo economico.
Il ministro francese dell’Interno Philippe Douste-Blazy ha definito l’accaduto «inaccettabile». È passato un mese dalla fine del lungo processo elettorale che ha portato in parlamento una maggioranza antisiriana. Ma l’episodio delle chiusura della frontiera dimostra in modo evidente come il «Paese dei Cedri» sia ancora legato a doppio filo con il governo di Damasco.
Secondo il quotidiano libanese As Safir, «la Siria ha deciso di non accordare più le facilitazioni di cui il Libano godeva in passato grazie agli accordi conclusi. E non sono mancate le reazioni da parte dei leader antisiriani. Il deputato druso Waild Jumblatt ha dichiarato alla stampa «non c’è ragione che il popolo libanese paghi il prezzo della situazione alle frontiere». Elias Atallah, dirigente del movimento della Sinistra democratica ha detto: «Assistiamo a un blocco siriano, contrario ai principi che dovrebbero guidare i nostri rapporti dopo il ritiro delle truppe di Damasco».