Siria, al via i colloqui di pace ad Astana

Sono iniziati nella capitale del Kazakhstan, Astana, i colloqui di pace tra governo siriano ed opposizione armata mediati da Russia, Turchia e Iran. Partecipano sette delegazioni: al centro il rafforzamento dell'accordo sul cessate il fuoco raggiunto a fine dicembre. Assenti gli Stati Uniti

Sono iniziati stamattina all’Hotel Rixos di Astana, in Kazakhstan i colloqui di pace tra governo e opposizione siriana mediati da Russia, Turchia e Iran.

Ad un mese dalla conquista di Aleppo da parte delle forze armate siriane, appoggiate dai raid dell’aviazione russa, per la prima volta, nella capitale kazaka, si incontreranno esponenti del governo siriano e rappresentanti dei gruppi armati legati all’opposizione. Tra questi ci sono, secondo quanto riferisce la Tass, i gruppi attivi nel nord e nel centro della Siria, e anche quelli che operano nella parte meridionale del Paese. Ai colloqui partecipano in tutto sette delegazioni. A guidare quella del governo di Damasco c’è l’ambasciatore siriano alle Nazioni Unite, Bashar al-Jaafari, mentre a rappresentare l’opposizione armata ci sono, in tutto, 45 membri delle diverse fazioni, tra cui Mohammed Alloush, del gruppo armato Jaish al-Islam. A mediare i colloqui ci sono le delegazioni di Russia, Turchia e Iran, le tre nazioni garanti del cessate il fuoco tra regime e ribelli, che non comprende i gruppi terroristici come Isis e al Nusra, rinominatasi Fateh al-Sham, adottato lo scorso 29 dicembre. A rappresentare Mosca, c'è l’inviato speciale del presidente per la crisi siriana, Alexander Lavrantyev, a guidare la delegazione iraniana c’è il vice ministro degli esteri di Teheran, Hossein Jaberi Ansari, mentre a capo della delegazione di Ankara è arrivato ad Astana il vice sottosegretario agli Esteri, per il Medio Oriente e l’Africa, Sedat Onal.

Gli obiettivi principali dei colloqui sono due. Il primo, condiviso anche dai gruppi armati dell’opposizione, è quello del rafforzamento della fragile tregua entrata in vigore alla fine di dicembre grazie alla mediazione russo-turca. Il secondo è quello di far progredire il dialogo fra le parti in vista dell’appuntamento dell’8 febbraio prossimo a Ginevra, dove riprenderanno i negoziati per risolvere la crisi siriana, sotto l’egida delle Nazioni Unite. Ai colloqui nella capitale kazaka è presente infatti anche un team dell’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, Staffan de Mistura. Manca però una delegazione formale degli Stati Uniti. Ieri, infatti, l'amministrazione del nuovo presidente americano, Donald Trump, ha annunciato che a rappresentare Washington, sarà l’ambasciatore americano in Kazakhstan.

Ad inaugurare la giornata di colloqui è stato il ministro degli Esteri kazako, Kairat Abdrakhmanov, il quale ha auspicato che l'incontro possa rappresentare “la svolta che il popolo siriano merita". "Sono fiducioso che Astana creerà le condizioni necessarie perché tutte le parti interessate trovino una soluzione adeguata alla crisi nel quadro di Ginevra", ha affermato Abdrakhmanov. L’obiettivo dei colloqui, ha detto alla stampa uno dei rappresentanti dei gruppi ribelli, Mohammed Alloush, prima dell’inizio dei colloqui a porte chiuse, è quello di "rendere sicuro il Paese" e di garantire la creazione di "uno Stato costituzionale dove non governi la tirannia". Tuttavia, oggi ad Astana non si discuteranno questioni politiche, stando a quanto ha dichiarato a Sputnik, Sayeed Nakrash, uno dei rappresentanti dell’opposizione armata. "Oggi discuteremo solo del consolidamento del cessate il fuoco e dell'attuazione degli articoli 12, 13 e 14 della risoluzione Onu 2254”, ha dichiarato Nakrash, chiarendo che “l'aspetto politico della crisi siriana non sarà discusso". “Consolidare la decisione di cessare le ostilità in tutta la Siria”, è una priorità anche per la delegazione governativa, secondo quanto ha dichiarato al-Jaafari. Un incontro faccia a faccia tra regime e gruppi armati, però, ancora non è previsto.

Intanto, dalle prime indiscrezioni sul contenuto del documento finale che scaturirà dai negoziati in corso nella capitale del Kazakhstan, sembra che verrà sancita formalmente l’alleanza tra Mosca e Ankara nella lotta allo Stato Islamico e a Fateh al-Sham, ovvero l’ex fronte al Nusra, in Siria. La fine dei colloqui è prevista per domani alle 14 locali, orario in cui è previsto l’inizio della conferenza stampa conclusiva. Secondo la Tass, però, se fosse giudicato necessario dalle parti, l’incontro potrebbe essere prolungato anche oltre le 24 ore previste.