Siria, la strage continua: attaccata tv del regime

Damasco Il presidente siriano Bashar Assad ha detto che «siamo in una guerra, e ogni aspetto deve esser fatto funzionare per vincerla». La primavera araba in Siria è ormai a tutti gli effetti una guerra civile e anche ieri molto sangue è corso. Secondo gli attivisti dell’opposizione al regime, anche ieri le forze regolari hanno continuato a colpire le roccheforti dei ribelli, e in scontri in varie località - soprattutto a Idlib - hanno perso la vita almeno 55 persone. Ma l’episodio più significativo, anche se meno sanguinoso, è stato l’attacco compiuto in mattinata a una televisione vicina al regime. Un commando armato ha fatto irruzione nella sede dell’emittente satellitare Al-Ikhbariya, a Jan Shih, 35 chilometri da Damasco,facendo esplodere alcune bombe per mettere fuori uso attrezzature tecniche. Nell’attacco sono morte sette persone: tre di loro erano giornalisti, mentre le altre quattro erano guardie della sicurezza. Damasco ha attribuito a Ue, Paesi arabi e organizzazioni internazionali la responsabilità dell’attacco.