Sisma, Fini all'Aquila: "E' la capitale del dolore"

Durante il suo discorso nel Consiglio regionale ad
un mese dal sisma Fini rende onore alla forza morale e alla dignità dell'Abruzzo: "Le risorse siano congrue". E alla magistratura: "Accertare le responsabilità"

Roma - "Non ci sono dubbi: L’Aquila è stata la capitale del dolore italiano". Durante il suo discorso nel Consiglio regionale solenne ad un mese dal sisma il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha reso onore alla forza morale e alla dignità dimostrate dall'Abruzzo. "Ci sono state convinte attestazioni di solidarietà della comunità nazionale - ha detto il presidente della Camera - grande è stata la vicinanza della comunità internazionale. Questo dramma ha colpito la profonda sensibilità di tutti senza retorica".

Le risorse per la ricostruzione "Non è compito del presidente della Camera indicare le modalità di impiego dei fondi già disponibili o di quelli che saranno disponibili nei prossimi mesi. Né è mio compito individuare i modi per reperire gli altri fondi che saranno necessari per la completa rinascita dell’Aquila e degli altri centri. Ritengo comunque che le risorse dovranno essere congrue alle necessità di ricostruzione delle case distrutte, di recupero di quelle danneggiate e di messa in sicurezza degli edifici a rischio". Il presidente della Camera ha sottolineato, poi, che il successo dell’impegno che sarà messo in campo nei prossimi mesi non dipenderà solo dalle risorse, ma anche "dal coordinamento tra Stato, Regioni e Comuni in vista di un impiego di risorse all’insegna dell’efficienza e della razionalità".

Accertare le responsabilità "Non posso in questa occasione dimenticare la necessità che la magistratura accerti le responsabilità per l’eventuale, e sottolineo eventuale, violazione di norme di sicurezza nella costruzione di quegli edifici pubblici e privati che dovevano resistere al sisma". "Tali eventuali casi e una punizione esemplare - ha continuato il presidente della Camera - presenterebbero inoltre una valenza nazionale, in un paese come l’Italia esposto al rischio di terremoti o altri catastrofici eventi naturali. Occorre l’impegno delle istituzioni locali e nazionali a non transigere nella prevenzione e nel rispetto delle regole. È necessario - ha, quindi, insistito Fini - lavorare per ridurre quasi a zero i rischi derivanti dal particolare assetto idrogeologico del nostro paese. I rischi possono in molti casi essere aumentati dall’imprevidenza, dalla superficialità e dall’immobilismo".