Sismi, Berlusconi: "Nessun illecito" Mastella: commissione d'inchiesta

Il Guardasigilli chiede chiarezza sul ruolo del servizio segreto: "Dobbiamo eliminare ogni dubbio". L'ex premier chiarisce: "Mai fatto pressioni su Pollari, che ha sempre agito correttamente". Il minitro della Difesa convoca "immediatamente" il nuovo capo del Sismi. La difesa di Pompa

Roma - Sulla vicenda dei dossier trovati nell’archivio del Sismi di via Nazionale serve una commissione parlamentare di inchiesta "per eliminare sacche di dubbio e di perplessità". Ne è convinto il ministro della Giustizia Clemente Mastella, che non ha escluso che l’iniziativa possa essere presa dal suo gruppo. Il ministro ha affrontato la questione nel corso della puntata di "Otto e mezzo" che andrà in onda stasera su La7. Rispondendo alla domanda se, a suo parere, vi sia stata dietro l’attività di dossieraggio la regia di Berlusconi, Mastella ha risposto: "Non ho elementi; ma l’unico modo per acclarare e rendersi conto di quanto è accaduto è istituire una commissione d’inchiesta". Una commissione che, ha spiegato, "dovrebbe valutare se ci sono state attività piratesche fuori dalla Costituzione nei confronti di altri poteri dello Stato. Queste spiate - ha detto ancora il ministro- avvenivano solo nei confronti di magistrati con un determinato orientamento. È inevitabile porsi il problema di come mai questo sia avvenuto".

Berlusconi: "Mai chiesto nulla al Sismi" La risposta di Berlusconi non si fa attendere. "Né io, né tanto meno il governo da me presieduto, né direttamente né indirettamente, ha mai dato indicazioni a chicchessia di operare schedature, monitoraggi, controlli o quant’altro nei confronti dei soggetti indicati nella documentazione sequestrata al dottor Pompa - afferma l'ex presidente del consiglio -. Il Sismi e il generale Pollari, a cui non posso che rinnovare la totale ed incondizionata stima e fiducia, hanno sempre agito con assoluta correttezza e lealtà nel rispetto della legge e dei principi costituzionali". Quella evidenziata in questa vicenda "è la tipica attività di monitoraggio delle cosiddette fonti aperte che non ha in sé, all’evidenza, alcunché di illecito. Ove questa attività fosse stata prodromica ad atti od azioni conseguenti è altrettanto evidente che configurerebbe un illecito, ma per quanto è dato sapere nulla di tutto ciò è avvenuto. L’unica cosa certa è che la presidenza del Consiglio mai è stata posta a conoscenza di tale attività. Di talchè qualsiasi illazione o contraria indicazione sul punto non potrà che trovare una ferma risposta con conseguenti azioni giudiziarie in tutte le sedi competenti".

Parisi convoca Branciforte Il ministro della Difesa, Arturo Parisi, ha "immediatamente" convocato il direttore del Sismi, l’ammiraglio Bruno Branciforte, per verificare le notizie sull’archivio riconducibile al Servizio e per accertare se esistano i presupposti per la "tempestiva adozione" di provvedimenti amministrativi a carico del personale coinvolto nella vicenda. Il ministro Parisi "ha chiesto al direttore di mettere a sua disposizione tutti gli elementi in possesso del Sismi che consentano di verificare le notizie diffuse dalla stampa al fine di accertare la sussistenza dei presupposti necessari per la tempestiva adozione di provvedimenti di natura amministrativa a carico del personale coinvolto nella vicenda che fosse tuttora alle dipendenze della Difesa".

La difesa di Pompa "Documenti già sequestrati dalla procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta sul sequestro di Abu Omar e poi restituiti. Quindi non riservati e posseduti legittimamente in quanto indagato in quel procedimento". Così Pio Pompa, già braccio destro dell’ex direttore del Sismi Nicolò Pollari, giustifica, in una dichiarazione spontanea depositata oggi al pm di Roma Pietro Saviotti, il possesso dell’archivio del servizio segreto militare in due dvd sequestrati recentemente nella sua auto e per i quali è stato indagato per procacciamento e possesso ingiustificato di documenti sulla sicurezza dello Stato.