Sismi, il governo difende gli agenti che ha scaricato

Costretto dalle polemiche, Palazzo Chigi riafferma le qualità dei Servizi

Marianna Bartoccelli

da Roma

A metà di sabato pomeriggio il sottosegretario con delega ai Servizi, Enrico Micheli, rompe il silenzio e prova a stoppare le polemiche sempre più intense dopo i fatti di Londra sulla credibilità dell’intelligence italiana. Lo fa con un comunicato, diramato da Palazzo Chigi alle 16.30, e spiega come sia sbagliato parlare di sicurezza a rischio e di delegittimazione dei nostri servizi, dopo le inchieste della magistratura sul Sismi e sul direttore Nicolò Pollari. «È stato proprio il Sismi a segnalare ai Servizi inglesi già alcuni mesi fa la possibilità di azioni terroristiche» precisa Micheli, riprendendo notizie date dallo stesso presidente della commissione difesa del Senato, Sergio De Gregorio e criticate dall’opposizione. «Così come mesi fa il Sismi aveva segnalato a Londra la possibilità di azioni terroristiche, ogni giorno la rete di informazione e di intelligence è in azione per evitare ogni pericolo, peraltro al momento non riguardante l’Italia» rimarca il sottosegretario alla Presidenza, negando quindi che i nostri servizi non siano stati tenuti nella dovuta considerazione dai colleghi inglesi. E aggiunge: «La collaborazione sul piano interno e internazionale è resa evidente dai risultati anche recentissimi, raggiunti grazie ai servizi italiani e nel pieno raccordo operativo con gli uffici della Presidenza del Consiglio». Micheli cerca così di porre un punto su una questione così grave, soprattutto in questi giorni e si dice convinto che «parlare di delegittimazione o di sicurezza è errato e pericoloso perché si va al di là della polemica politica e si sconfina nell’irrealtà». Le parole di Micheli arrivano dopo due giorni di scontri tra Unione e Cdl sul ruolo dei servizi «delegittimati», secondo molti, dalle inchieste milanesi. E arrivano dopo un’intervista del ministro di Giustizia, Clemente Mastella, sul Messaggero di ieri, che ha sollecitato il premier a prendere una decisione netta sul Sismi: «Il governo deve decidere, mezze fiduce non sono possibili. O la fiducia è piena o non è. Altrimenti si sguarnisce il nostro Paese in un momento fondamentale». E il comunicato di Micheli prova anche ad essere una risposta ad un articolo critico di Lucia Annunziata che sulla Stampa chiede al Copaco di tornare dalle ferie per «decidere velocemente sulla sorte del generale Pollari, che dovrebbe essere riascoltato «nientemeno», il 19 settembre. Lo salvino, lo condannino, ma prendano una decisione». E sempre nel suo editoriale la giornalista sostiene che va messa in calendario, subito, prima della Finanziaria la riforma sui servizi, «chiedendo, questa volta sì, il voto del centrodestra...». Un invito ad uscire «dall’attendismo prodiano» arriva anche da Italo Bocchino, capogruppo di An in Commissione Affari Costituzionali. «Il governo sottoponga con urgenza al Parlamento la sua proposta di riforma dei servizi segreti, consentendo alle commissioni competenti di avviarne l’iter alla ripresa dei lavori. Il quadro internazionale richiede un’uscita veloce dalla delegittimazione in atto con scelte chiare su struttura, compiti mezzi e vertici». Polemico con il Governo anche Lorenzo Cesa: «In ferie più che Prodi è la linea del governo sulla sicurezza dei servizi», afferma il segretario dell’Udc, che continua: «Apprezzare in pubblico l’intelligence italiana mentre la si delegittima e demotiva in privato, si sta rivelando da parte di maggioranza e governo un serio errore». Cesa poi invita i partiti a collaborare per evitare «scelte sbagliate che possono anche solo lontanamente essere interpretate come un cedimento alla strategia del terrorismo».
Un sollecito invito al governo a decidere sulla sorte dei vertici dei Servizi arriva anche da Marco Rizzo, eurodeputato del Pdci, per il quale «il governo deve assumersi la responsabilità della scelta: se confermare, cioè, in toto oppure destituire questa dirigenza dell’intelligence». Polemico Giancarlo Pittelli di Fi che vede nelle parole di Rizzo l’ennesima delegittimazione dei servizi segreti: «L’atteggiamento della maggioranza di governo, in un momento così difficile, è un fatto di estrema gravità».