Un sistema sanitario a misura di clandestini

La sigla STP sta per straniero temporaneamente presente. È una tessera che qualsiasi comunitario, extracomunitario, regolare o irregolare, compresi da inizio 2007 rumeni e bulgari sempre regolari e non, quindi anche irregolari, possono fare in qualsiasi distretto A.S.L e ospedale.
È una tessera senza foto dove viene messo un codice con tutti i dati forniti dagli stessi stranieri. Tessera con la quale queste persone hanno diritto a tutte le prestazioni ambulatoriali, di emergenza (pronto soccorso), e cure continuative senza spendere una lira, anzi un euro.
È valida sei mesi, rinnovabile per altri sei mesi.
Ora mi chiedo: se il signor Parodi, cognome a caso, va al pronto soccorso, deve pagare ticket indipendentemente dal reddito sia se lavora o se è pensionato. Se va uno straniero, e come dicevo anche irregolare, con questa tessera chiamata STP si reca al pronto soccorso e non spende niente.
È anche semplice scambiare tessera, sopratutto fra irregolari. Tutto questo lo scrivo perché l'assessore alla sanità, signor Montaldo, non fa altro che ripetere che il deficit della sanità ligure è altissimo e che è una eredita della precedente gestione dell'ex presidente, signor Biasotti.
Visto che seguo la sanità da ben 29 anni lavorando in tutta la Liguria, Cuneo e provincia, Alessandria e provincia, Pavia e provincia, le posso dire che quando la Regione è stata governata dal centrodestra sono state fatte in cinque anni tante cose che le precedenti gestioni non hanno mai fatto per decenni. Le porto l’esempio dell'ospedale di Sestri Ponente dove nel 2005 e stata installata una Tac multistrato di ottimo livello e a fine 2005 una risonanza da 1,5 tesla, quindi una ottima Rm.
Non solo: pensiamo al Palasalute della Fiumara. Una struttura eccezionale. Senza parlare poi delle TC che sono state cambiate al S. Corona, al San Paolo di Savona e a La Spezia. Prima di Biasotti il mio omonimo Mori per la sanità spendeva poco. Certo se poi il signor Biasotti in cinque anni fa quello che in dieci non è stato fatto da chi lo ha preceduto, lo credo che un po’ di debito sia rimasto. Ma quando era arrivato Biasotti c'era un buco nella sanità senza fare niente. Non sto a dilungarmi ancora, quindi le rinnovo i miei più cari ringraziamenti e l'abbraccio affettuosamente.
Caro Mori, l’unica risposta che le si potrebbe dare è quella di dire che lei ha ragione. Punto. Se invece vogliamo spiegare quello che succede in Italia, allora occorre dire che viviamo in un Paese dove l’ipocrisia assume gli aspetti più disparati. Provi a recarsi in un qualunque Paese fuori dall’Unione Europea e chieda se può avere assistenza sanitaria gratuita per sei mesi o un anno. La risposta, ovunque lei vada, sarà sempre la stessa: no. In Italia, però, dove il deficit sanitario è altissimo, ci prendiamo anche il lusso di curare e passare medicine a chiunque, tranne a coloro che pagano le stesse tasse che permettono al sistema sanitario di funzionare. Perché? Perché così possiamo dire a tutto il mondo che noi siamo tanto bravi e che ci occupiamo di chiunque abbia la ventura di trovarsi sul nostro territorio, magari senza un soldo, per strada e disponibile a qualsiasi crimine pur di sopravvivere. È ovvio che ci dovrebbe essere una legge sull’immigrazione che si ispiri a puri criteri di buon senso: si fanno entrare solo coloro che possono essere occupati e avere un tetto sopra la testa, si preparano scuole pubbliche per insegnar loro la lingua e le più elementari regole di educazione civica, comprese le differenze tra la loro cultura e la nostra. Un islamico deve sapere che l’harem deve lasciarlo a casa, qui può avere solo una moglie. Ma forse alla base dell’apertura del nostro sistema sanitario c’è soprattutto un pericolo che i medici paventano: l’importazione di malattie che da noi sono scomparse da anni. Aprendo i nostri ospedali, sperano di individuare in tempo eventuali focolai di infezione. È un mezzo di ripiego, ne convengo. Ma siamo in Italia e qui arrangiarsi è la regola. Soprattutto nella vecchia sinistra conservatrice.
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