Il sistema Sesto svelato dai pm Ma Penati "graziato" dal gip

<span class="abody">Nelle ottanta
pagine di ordinanza di custodia cautelare firmate dal gip Anna Magelli
emer­gono i dettagli dell'indagine. A carico dell’ex braccio destro di Bersani &quot;nu­merosi e gravissimi fatti di corru­zione&quot;. L'imprenditore Di Caterina: &quot;Ho pagato loro soggiorni in Russia, Romania, Ucraina e Lituania. Sapevo che sugli affari più importanti avrebbero chiesto e ottenuto tangenti&quot;. <a href="/interni/penati_graziato_cavillo_gip_sfugge_manette/26-08-2011/articolo-id=541901-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>Penati &quot;graziato&quot;: per un cavillo sfugge alle manette</strong></a></span><span class="abody"><strong> </strong></span>

Milano Verbali fiume. Intercetta­zioni. Sms compromettenti. E una costante. I soldi. Tanti soldi per ungere la macchina della poli­tica. Eccolo il «sistema Sesto», co­sì come ricostruito dalla Procura di Monza. Nelle ottanta pagine di ordinanza di custodia cautelare firmate dal gip Anna Magelli emer­gono i dettagli di un’indagine che ha surriscaldato l’estate del Pd, e dell’ex braccio destro del segreta­rio Pier Luigi Bersani, Filippo Pe­nati. A suo carico, scrive il giudice per le indagini preliminari, «nu­merosi e gravissimi fatti di corru­zione ».

«FACCIAMO PRESTO»
L’sms arriva sul cellulare di Pe­nati l’11 giugno scorso. L’inchie­sta di Monza e della Guardia di fi­nanza è nel pieno. Poco più di un mese dopo scatteranno le perqui­sizioni delle fiamme gialle. A scri­vere all’ex presidente della Provin­cia di Milano è Antonio Rogari, presidente del Consorzio traspor­ti pubblici spa, al quale l’impren­ditore Piero Di Caterina si era ri­volto per risolvere il contenzioso frala sua Caronte srl e l’Atm, chie­dendo di contattare gli assessori della nuova giunta milanese. «Ciao Filippo- scrive Rogari- con­siderata come è andata a Milano, credo si possa tentare di risolvere la questione di Piero, prima che si vada oltre certi limiti e si degeneri. Magari ci possiamo vedere per ca­pire come possiamo agire». Un sms che sembra una profezia. La preoccupazione, infatti, è che Di Caterina vada a parlare con i magi­strati. «Penati - scrive il gip - ne te­me le rivelazioni». E andrà esatta­mente così.

«CI PARLO IO»
Nell’ordinanza è inclusa una so­la intercettazione diretta di Pena­ti. Risale al maggio dello scorso an­no. A chiamare è Di Caterina, che si lamenta per le difficoltà che la
Caronte incontra con alcune am­ministrazioni locali ( Cinisello Bal­samo e Segrate) per le concessio­ni relative al trasporto pubblico. Minacciando di rivolgersi alla pro­cura. Penati lo rassicura. «Adesso io comunque la chiamo (il sinda­co di Cinisello, ndr ) », anche se «ti posso garantire che nessuno la go­verna ». Di Caterina incalza. «Tu avrai in giunta qualche diessino, qualche Pd avrai in Consiglio, cioè sono tutti d’accordo con lei a fare le cagate?». «No no- risponde Penati - fammi muovere adesso per capire chi c’è lì,e dove si può». «Allora tu puoi parlare per capire cosa vuol fare e perché lo vuol fa­re? », insiste l’imprenditore. «Io posso parlargli- conclude il politi­co - , nessuno gli dà ordini, posso parlargli assolutamente, quello sì sicuramente».

CONTO CORRENTE SERRAVALLE
Il 21 giugno dell’anno scorso,
Di Caterina spiega ai pm di aver in­contrato - nel 2007 - il costruttore Marcellino Gavio nell’ufficio di Penati. Sul piatto c’è una torta co­lossale. La Milano-Serravalle, comprata dall Provincia di Mila­no a un prezzo quasi quattro volte superiore rispetto a quello pagato a suo tempo da Gavio. Quella trat­tativa- spiega Di Caterina- sareb­be servita a Penati per restituire parte del denaro anticipato dal­l’imprenditore. «Sapevo - mette a verbale il grande accusatore - che sugli affari più importanti ai quali partecipavano gli Enti che Penati ha diretto avrebbero richiesto e ot­tenuto delle tangenti. Mi fu detto proprio da Penati per convincer­mi ad aspettare che di lì a poco sa­re­bbero arrivate delle somme con­sistenti. Mi riferisco all’affare Ser­ravalle ». Ancora, «mi sono incon­­trato con Penati un giorno, credo quello precedente alla notizia del­­l’acquisto della partecipazione da parte della Provincia di Milano nella Milano-Serravalle, e Penati mi ha parlato di questa operazio­n­e dicendomi che gli avrebbe con­sentito la restituzione dei soldi che mi doveva [...]. Antonio Prin­ciotta, che all’epoca era segreta­rio generale della Provincia, mi ri­ferì che si stavano svolgendo delle trattative riservate per definire il sovrapprezzo da pagare al Grup­po Gavio per l’acquisto delle azio­ni di Milano-Serravalle da parte della Provincia,e l’importo che sa­rebbe stato retrocesso a Penati e Vimercati (Giordano Vimercati, ex capo di gabinetto a Palazzo Isimbardi, ndr ). [...] Ad operazio­ne conclusa Penati e Vimercati hanno litigato. Penati lo avrebbe fregato, e avrebbe ricevuto il suo guadagno dall’operazione a Mon­­tecarlo, Dubai e in Sudafrica».

UNA CARRIERA COSTOSA
Di Caterina - racconta - paga. E lo fa anche perché «loro mi diceva­no che avevano bisogno di ingenti finanziamenti, e io ho collegato la crescita del fabbisogno all’esplo­sione d­elle spese della politica do­vuta anche alle elezioni sia a Sesto
che a livello nazionale». Ecco così spiegati i versamenti mensili per la campagne elettorali di Penati a sindaco di Sesto, per le provinciali del 2004 e nel 2009 in occasione della campagna elettorale per la Regione Lombardia. Ma non si vi­ve di sola politica. Così, «sempre con Princiotta, Penati, Vimercati e Maggi (l’ex portavoce del politi­co) avevamo fatto viaggi in Ucrai­na, Romania, Russia e Lituania. A loro - insiste Di Caterina - pagavo il soggiorno, necessità varie, risto­ranti e locali notturni».