Il sistema Tetrafuel di Magneti Marelli piace agli Stati Uniti

Bruno De Prato

La riduzione della dipendenza dal petrolio diventa un obiettivo sempre più pressante. Per quanto riguarda l’alimentazione degli attuali motori delle auto sul mercato, le opzioni aperte sono ancora molte. Ferma restando quella del metano, che necessita ancora di molti aggiustamenti e investimenti, sta crescendo l’opzione rappresentata del bio-etanolo, cioè l’alcol prodotto dalla fermentazione e distillazione degli scarti dei prodotti agricoli. Il bio-etanolo rappresenta un carburante compatibile con i motori attuali, sia puro, sia miscelato con benzina.
Il Paese leader nell’utilizzo di questo carburante alternativo è il Brasile che, grazie all’elevata produzione di canna da zucchero, già nel 1975 iniziò una campagna di sviluppo di una tecnologia altamente avanzata e redditizia di estrazione del bio-etanolo dalla canna, avviando contemporaneamente la promozione dell’impiego nell’autotrazione di questo carburante a basso impatto ambientale. E anche se tutto non è proceduto come previsto, ora il 70% delle vetture vendute in Brasile è dotato di motori alimentabili a bio-etanolo.
Il segreto dell’attuale boom si chiama SFS Flexfuel, tecnologia che consente di alimentare con benzina, alcol, oppure una qualsiasi miscela di entrambi, l’attuale generazione di motori prodotti in Brasile dai principali costruttori presenti. SFS Flexfuel è stato sviluppato e viene prodotto dalla Magneti Marelli (Fiat Group) nel suo sito brasiliano di Hortolandia. Qui, nel 2003, Magneti Marelli ha iniziato a produrre il primo sistema nella versione bifuel (benzina e alcol) subito adottato dalla Volkswagen. Da questa prima edizione bi-fuel è stata quindi derivata l’attuale SFS Flexfuel, che consente alla vettura di funzionare con alcol, benzina o una qualsiasi miscela dei due combustibili con elevata autonomia e consumi ridotti. Il sistema ha dimostrato una tale efficienza e affidabilità da aggiudicarsi il «PACE Award 2006», premio promosso dal periodico Automotive News. Tutte le maggiori case operanti in (Brasile, Ford, Gm, Renault, Peugeot e ovviamente Fiat) adottano SFS Flexfuel. L’esperienza è strettamente monitorata dagli Usa dove l’enorme produzione di mais e di trucioli di legno offre ottime prospettive di disporre di quantitativi di bio-etanolo tanto rilevanti da influire positivamente sulla bolletta energetica. Lo stesso vale per i Paesi scandinavi. Attualmente Magneti Marelli sta sviluppando la nuova tecnologia Tetrafuel che unifica la capacità di gestire ben quattro tipi di combustibile in una singola centralina elettronica benzina, alcol, la miscela di entrambi e anche il gas naturale. Sarà una Fiat Siena, in vendita a fine anno, il primo modello equipaggiato con questo sistema.