Il sito più temuto dagli editori a pagamento

Una lodevole iniziativa editoriale del gruppo Repubblica-Espresso ci permette finalmente di porre fine all’ipocrisia per cui ogni libro nel cassetto è un libro che vale la pena di stampare. Sul sito www.ilmiolibro.it ogni aspirante scrittore può infatti dar vita alla propria fatica. «Hai scritto un romanzo, un saggio, un libro di ricette, una raccolta di poesie o di racconti?». Eccoti accontentato. Bastano pochi euro e ricevi il prodotto a casa in pochi giorni. Un esempio? Se vuoi un testo senza illustrazioni di circa 150 pagine te la cavi con 15 euro... E, come pubblicizza il sito, «se vuoi lo puoi mettere in vendita: il prezzo lo decidi tu».
Stampate, stampate pure ciò che vi pare. Il giochino può anche essere divertente... Rilegate le vostre poesie e mandatele all’amato bene. Stampate il vostro romanzo e fatevene una copia da tenere in bella mostra sul tavolo del salotto per vantarvi quando ricevete gli amici. Mettete nero su bianco i vostri aforismi, pensierini e tutto quanto vi passa per la testa. Potete anche fare un album fotografico da regalare a Natale alla suocera. Fate tutto quel che vi pare, però basta che rimanga un gioco. Privato, possibilmente. Sul sito alcuni impavidi hanno già avuto il coraggio di mettere in vetrina i primi prodotti: per 5,50 euro potete acquistare una raccolta di Pensieri, parole ma anche omissioni... Allo stravagante prezzo di 15,14 euro avete la possibilità di godervi il romanzo dall’originale titolo Il ragazzo che sognava di volare, oppure i racconti (per 12,12 euro) Le memorie di un fancazzista. Sono solo alcuni esempi, ma se volete giudicare personalmente la qualità dei testi proposti, ci sono una decina di pagine fitte di copertine più o meno surreali.
Allora perché abbiamo detto che è una iniziativa lodevole? Per almeno due buoni motivi. Primo: c’è la speranza che www.ilmiolibro.it segni la morte degli editori a pagamento, abbindolatori di scrittori senza speranza. Si sfoghino lì e non buttino soldi in false promesse di gloria. Secondo: si sfata finalmente la leggenda che l’Italia pulluli di talenti letterari ignorati dalla cosca mafiosa di critici, lettori, funzionari del mondo cultural-editoriale. La risposta a tutti quelli che pretendono una risposta in merito al rifiuto del proprio manoscritto la lasciamo a uno straordinario scritto di Carlo Fruttero (anno 1986): «Tanto varrebbe chiedere ai selezionatori per i giochi olimpici una meditata valutazione sul mero fatto che si sa camminare e talvolta raggiungere l’autobus con una bella corsetta».
caterina.soffici@ilgiornale.it