Il Siulp lancia l’allarme «In città mancano 470 agenti di polizia»

«L’apertura di nuove caserme e l’istituzione di figure come i poliziotti di quartiere sono iniziative di immagine che non servono a garantire un miglior controllo del territorio e a dare risposta al bisogno di sicurezza dei cittadini. Occorre, invece, fare uno sforzo per ampliare gli organici delle forze dell’ordine e favorire il coordinamento di polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale». È quanto ha sostenuto ieri il segretario generale del Siulp milanese, Orlando Minerva, intervenendo al convegno organizzato da Siulp e Cisl «Sicurezza e territorio: la necessità di una risposta plurale». Il Siulp quantifica in 470 il numero degli agenti mancanti a Milano.
«Aprire nuove caserme - ha sottolineato Minerva - è inutile, anzi dannoso, se, contestualmente, non si potenziano gli organici. Una nuova caserma, per funzionare, ha bisogno di tutta una serie di figure che, in assenza di forze aggiuntive, devono essere recuperate tra il personale esistente. Detto in altri termini, per aprire nuove caserme si sottraggono agenti e mezzi dall’attività di controllo nelle strade. Lo stesso discorso vale per i poliziotti di quartiere: quelli in servizio a Milano non sono uomini in più, ma agenti tolti dalle volanti. E questo, dal punto di vista del contrasto al crimine, è un problema: una pattuglia in auto è senz’altro più efficace di un agente a piedi».
Secondo il Siulp a Milano, il dispositivo stabilito dal decreto ministeriale del ’91 prevedeva la presenza di 4.037 agenti in questura, 631 nella polizia ferroviaria e 414 nella Polizia stradale. Di fatto, ad oggi, ne risultano in servizio 3.890 in questura (-147), 408 nella polizia ferroviaria (-223), 314 nella polizia stradale (-100).