Siviglia-bis a Cagliari, è ancora pari

«La mia squadra doveva essere più disciplinata in campo. Ha sfornato 35 buoni minuti nei quali ha sciupato tre situazioni limpide»

Lo stadio Sant’Elia sembra portargli bene. Sebastiano Siviglia concede il bis a distanza di cinque mesi: il 20 aprile scorso riuscì a regalare un punto alla Lazio segnando il pareggio nel recupero dopo il vantaggio sardo di Esposito. Ieri sera, sempre di testa, ha impattato il gol lampo di Suazo (erano trascorsi solo 32 secondi dal fischio iniziale di Bertini e la retroguardia laziale si è lasciata un po’ sorprendere) approfittando di un rinvio sbagliato dalla difesa cagliaritana.
Un gol pesante, quello del difensore, tornato alla Lazio dopo essere stato messo fuori rosa dal Parma. Un gol che permette ai biancocelesti di uscire indenni dalla delicata trasferta sarda ed essere ancora imbattuti dopo due turni. Subita la rete, la squadra di Delio Rossi ha un’ottima reazione, ma pochi minuti dopo il pareggio di Siviglia, Peruzzi deve superarsi su un tiro ravvicinato di Gobbi.
Match dai buoni ritmi solo nel primo tempo, poi una ripresa modesta dal punto di vista tecnico e giocata al piccolo trotto dalle due formazioni. Non brillante la prova di Di Canio, sostituito da Pandev, che nel finale ha l’occasione più ghiotta per il colpaccio, ma il suo tiro è respinto dal portiere di casa Campagnolo. La Lazio gioca l’ultimo quarto d’ora in superiorità numerica per l’espulsione di Agostini che aveva falciato da dietro proprio l’attaccante laziale. E nel finale la squadra biancoceleste prova ad accelerare (così si spiega il cambio di Rocchi, comunque positiva la sua prestazione, con Simone Inzaghi) ma senza troppa convinzione. Anzi sulla punizione di Conti al 90’, Peruzzi compie una parata prodigiosa. La Lazio raggiunge al secondo posto Milan, Fiorentina e Palermo a quota quattro.
Il portiere della Lazio accoglie con soddisfazione il pareggio: «Pronti, via ci hanno sorpreso, poi siamo riusciti a rimontare - commenta Peruzzi -. Il risultato è giusto, non è stata una partita bellissima. Dopo 25 minuti non dico che era già finita, ma ognuno è rimasto al proprio posto senza infierire».