Skudlik esplora il genio di Mozart

Conclusione in bellezza nel pomeriggio per la rassegna «Due organi in concerto»

Chiusura in bellezza, questo pomeriggio alla Basilica di Santa Maria della Passione (via Conservatorio 16) per la settima rassegna Due Organi in Concerto, quest’anno col sottotitolo «Amadeus laudans Deum - Musica sacra attorno a Mozart».
Alle 16.30, infatti, l’organista Johannes Skudlik si esibirà in un programma interamente basato su brani di Mozart, in particolare trascrizioni organistiche di brani originariamente destinati ad altri strumenti, a conclusione di un festival che in questa edizione ha celebrato l'anniversario del Salisburghese e di alcuni dei protagonisti (Martini e Haydn) dell'universo compositivo che fece da cornice alla sua creatività in ambito ecclesiastico.
Il programma comprende l’Ouverture in do maggiore KV 399/385i, seguito dalla Fantasia in fa minore/fa maggiore KV 594, dall’Adagio e Rondò do minore/do maggiore KV 617, dall’Andante in fa maggiore KV 616. Concluderanno il concerto l’Adagio e Fuga in do minore KV 546, seguito dall’Adagio in do maggiore KV 356/617a e dalla Fantasia in fa minore KV 608.
Nessuna delle pagine dell'odierno programma permette di risalire ad originali organistici; né si può dire che esse, a monte dello status di trascrizioni in cui le si ascolterà, abbiano almeno in comune l'appartenenza alla tipologia tastieristica, visto in maggioranza furono concepite per uno strumento meccanico (Andante KV 616 e Fantasie KV 594 e KV 608) o per una armonica a cristalli (Adagio e Rondò KV 617 e Adagio KV 356/617a).
A cosa potrà dunque appellarsi l'interprete, in aggiunta al proprio personale talento, per rendere coerentemente il contenuto di quest'antologia? Fra brani tanto diversi aventi come denominatore comune il solo nome del loro autore, dove cercherà il filo rosso che ne giustifichi l'esecuzione in successione su un unico strumento, e in un medesimo concerto?
Un potente fattore di consanguineità si potrà trovare nella tensione esplorativa posta da Mozart alla base della gestazione di tutta questa sua prole amata sì, ma con qualche riserva. Nessuna delle sette sorelle musicali in programma appartiene infatti alla miracolosa e numerosissima famiglia delle composizioni che il Salisburghese sapeva sfornare a getto continuo, sposando l'occasione esterna, reale o pretestuosa che fosse, con una propria incontenibile urgenza di "dire".
Qualche parola, ora, sull’interprete: Johannes Skudlik.
Nato nel 1957, dopo aver compiuto gli studi classici, si è laureato in organo, direzione e musica sacra presso l´Università di Monaco sotto la guida di Gerhard Weinberger e Franz Lehrndorfer.
Sin dal 1979 è organista titolare della cattedrale Maria Himmelfahrt di Landsberg/Lech (Baviera); ha fondato e dirige il Landsberg Oratorio Choir, alcuni altri cori da camera e la Con-brio Chamber Orchestra di Monaco.
Con quest´ultima, ha eseguito le più famose Messe di Haydn, Beethoven, Schubert, Bruckner e Puccini nonchè la Missa in si minore e la Passione secondo San Matteo di Bach, il Requiem di Mozart, la Messa di Requiem di Verdi, il Deutsches Requiem di Brahms e gli Oratori di Händel, Haydn, Mendelssohn, Dvorák: in queste occasioni ha diretto prestigiosi solisti quali Matthias Görne, Roberto Sacca, Harald Stamm, Marga Schimel, Monica Pick-Hieronimi, Julie Kaufmann, Peter Schreier, Hermann Prey, Aldo Baldin, Monica Frimmer e Peter Lika.