Sky, il derby e la Via Crucis

Gentile direttore,
naturalmente l’idea di anticipare la Via Crucis, maliziosamente attribuitami nel «Filo di nota», non mi ha mai sfiorato. Di più: sono convinto che il rispetto nei confronti di un evento tanto sentito imponga una riflessione seria sul da farsi. Ho invece l’impressione che le ragioni addotte dalla Prefettura per lo spostamento del derby rappresentino soltanto il desiderio, neppure troppo nascosto, di lavarsene le mani. Si anticipa l’evento sportivo (senza citare quello religioso) con argomentazioni strumentali. È tutto da provare che chi abbia intenzione di mettere a ferro e fuoco San Siro alle 20.30 decida di soprassedere alle 18. A dover rinunciare al derby saranno invece i tantissimi appassionati di calcio che a quell’ora sono ancora al lavoro. È singolare che sia proprio la pay-tv, regolarmente accusata di aver sottratto spettatori agli stadi, a difendere il diritto di tanti ad accomodarsi in tribuna. Possibilmente in santa pace.
(responsabile Comunicazione Sky)
Risponde Giorgio Gandola:
Il Filo di nota non è democratico e non ammetterebbe repliche. Qui si fa un’eccezione per ribadire che si tratta della partita sbagliata nel giorno sbagliato. Amen.