Sky, l'Ue: "Iva al 20% o procedura d'infrazione"

In onda la nuova campagna di spot della pay tv contro la decisione del governo: "L'Iva agevolata è stata introdotta dal governo Dini nel 1995 e vale per molti prodotti". Bruxelles: "L'Italia ha rischiato, ma ora il caso è chiuso". Ammissioni anche da Prodi. Berlusconi: "Figuraccia di stampa e sinistra"

Roma - Adesso la Commissione Ue sceglie il nero su bianco. L'ufficialità per tacere ogni polemica. "Se le autorità italiane dovessero insistere nel non cambiare le aliquote Iva sulla tv a pagamento, la commissione Ue dovrà aprire una procedura di infrazione". Lo ha detto una portavoce dell’esecutivo europeo sottolineando che le aliquote non possono essere diverse. "A questo punto il caso è chiuso" ha proseguito la portavoce. "Nel momento in cui le autorità ammettono che c’è un problema e informano che hanno preso una decisione per porvi rimedio il caso è chiuso".

Prodi conferma L’ex premier Romano Prodi ricorda che, sul caso dell’Iva per Sky, "le sollecitazioni dell’Ue perché fosse risolta l’asimmetria delle aliquote Iva per le televisioni in Italia ci furono. Una posizione assolutamente condivisibile, tanto che ci impegnammo a provvedere - spiega in un'intervista confermando le dichiarazione dle ministro del Tesoro Tremonti - ma poi non entrammo mai nel merito".

La battaglia di Sky Sky continua la sua battaglia mediatica. "Se credete che la decisione di raddoppiare l’Iva sul vostro abbonamento Sky sia sbagliata scrivete una mail a portavoce@tesoro.it.". Si chiude con questo invito ai telespettatori il nuovo spot Sky contro il raddoppio dell’Iva già in onda sui canali satellitari. Il video, in due versioni, di 30 e di 15 secondi, si apre con una serie di scritte che vanno a sovrapporsi. È una lista di prodotti che godono dell’Iva agevolata al 10%. Tra gli altri, francobolli, marionette, prodotti petroliferi, manifestazioni sportive, libri. Il video ricostruisce anche brevemente la vicenda dell’Iva agevolata applicata alla pay tv, confutando indirettamente la tesi di esponenti del governo che sia stata introdotta dalla sinistra per favorire Sky. "Molti prodotti in Italia godono dell’Iva agevolata al 10% tra cui uova di struzzo, francobolli da collezione, latte e tabacchi grezzi. Inoltre - è il testo del video - tutti i prodotti editoriali su carta stampata e il canone Rai godono di un’aliquota ancora più bassa. In Italia l’Iva agevolata al 10% per i servizi televisivi è stata introdotta nel 1995 dal governo Dini, ben otto anni prima che nascesse Sky. Se credete che la decisione di raddoppiare l’Iva sul vostro abbonamento Sky sia sbagliata scrivete una mail a portavoce@tesoro.it".

Berlusconi: "Figuraccia di stampa e sinistra" Berlusconi ribadisce le proprie critiche alla stampa e all’opposizione dopo le polemiche per il raddoppio dell’Iva dal 10% al 20% a carico delle pay tv e di Sky contenute nel decreto anti crisi. Il premier torna anche a dire che la decisione sul riallinenamento dell’Iva è stata presa dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, su richiesta Ue. Secondo Berlusconi, "vedere titoli 'Berlusconi contro Sky' su una cosa della quale io non ero informato, una cosa che apparteneva al lavoro del ministro delle Finanze e in più dovuta ad una precisa disposizione dell’Europa, mostra bene il comportamento di questi signori contro di me e il governo". "Hanno fato una figuaraccia enorme e gli italiani potranno trarre un giudizio definitivo su questi signori", ha aggiunto Belrusconi dicendosi "il presidente di tutti gli italiani, una istituzione che deve governare il Paese, un uomo di Stato" che nella vicenda delle aliquote Iva a Sky non ha mai pensato di fare i propri interessi. Il premier replica alle accuse della sinistra di voler avvantaggiare Mediaset dall’aumento dell’aliquota Iva per Sky, dicendo che "probabilmente questi signori ragionano con la loro testa e pensano che io faccia quello che avrebbero fatto loro al mio posto. Io sono un uomo di Stato, loro nella mia situazione avrebbero certamente fatto quello che dicono adesso, questa è la differenza". "Se avessi voluto fare gli interessi di Mediaset - ragiona Berlusconi - sarebbe stato il caso di lasciare tutte le aliquote al 10 per cento, diminuendola così per Mediaset e di fatto favorendola".

Romani: "Impossibile riduzione per tutti" La riduzione dell’aliquota Iva al 10% per tutto il settore televisivo, in modo da superare il ’caso Sky’, è "impraticabile". È questo il pensiero del sottosegretario allo Sviluppo economico Paolo Romani, in merito alle ipotesi circolate in queste ore di una possibile exit strategy del Governo per risolvere la questione. "L’ipotesi è impraticabile per due motivi - ha spiegato Romani - dal punto di vista politico perchè immaginate che cosa succederebbe se si riducesse l’Iva che grava su Mediaset. Da un punto di vista economico perchè la riduzione dell’Iva creerebbe un buco nella copertura del decreto salvacrisi".

Confalonieri: "Sky fa i propri interessi" Per il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, Sky con la campagna mediatica contro l’aumento dell’Iva al 20% che grava sui suoi abbonamenti "fa il suo interesse, con una battaglia che è legittima per difenderli". Il presidente di Mediaset parlando all’assemblea dell’Frt, associazione delle emittenti televisive, ha brevemente accennato alla vicenda Sky: "Tutti abbiamo usato gli stessi argomenti in diverse occasioni - ha ricordato Confalonieri - e quindi tutte le battaglie sono legittime per difendere gli interessi di un’azienda. Certamente si può discutere sui toni più o meno aggressivi della loro campagna, ma questa è legittima".