Sky trasmette Shooting Silvio. E il Pdl insorge

Ieri vsera Sky Cinema ha trasmesso la pellicola di Berardo Carboni: il protagonista è un ragazzo ossessionato da Berlusconi tanto da volerlo uccidere. Nel film anche Marco Travaglio. Il Pdl insorge e avverte: "E' un inno alla violenza"

Roma - Per il ventottenne Giovanni, detto Kurtz, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è un’ossessione, l’incarnazione del male, e va fermato a tutti i costi: prima con un libro-invettiva poi progettando addirittura di rapirlo e ucciderlo. È Shooting Silvio, opera prima di Berardo Carboni, uscito nel 2007, la cui messa in onda ieri sera su Sky Cinema ha acceso le polemiche del Pdl. Gli azzurri insorgono e accusano l'emittente di Murdoch: "Istiga all violenza".

Il film Shooting Silvio Come il colonnello di Apocalypse Now, personaggio con cui condivide l’attitudine al delirio e all’inquietudine, il giovane scrittore, sempre più deluso dalla società, identifica in Berlusconi il male. Nel cast, oltre a Rosati, ci sono, fra gli altri, Alessandro Haber, Antonino Iuorio, Sofia Vigliar, Melanie Gerren, e, in un’apparizione straordinaria, Marco Travaglio. Il film nel 2006 ha partecipato al Festival di Berlino e a quello di Annecy e nel 2007 ha avuto una distribuzione nelle sale italiane. Produzione indipendente da 150mila euro, finanziata sia con i soldi raccolti attraverso dibattiti, rappresentazioni teatrali, D.J sessions, vendita di merchandising, sia dalla Kublakhan di Umberto Massa, è stata spesso accompagnata da polemiche ma si può dire appartenga ad un vero e proprio genere: un’analoga pellicola, Death of president, è stata di recente dedicata a George Bush.

Lo sdegno del Pdl Immediata la reazione dei parlamentari del Pdl che contestano la scelta di Sky ricordando che la pellicola predica "odio" contro il premier. "È davvero stupefacente - afferma il deputato Piero Testoni - che nel periodo delicato che attraversa il nostro Paese, che sta dando prova di una solidarietà e di un'unità d'intenti che non ha precedenti per la tragedia dell'Abruzzo, una grande televisione privata non trovi di meglio che mandare in onda un discutibile film ormai datato contro Berlusconi. Non ne facciamo una questione politica perché la vera politica in una scelta così discutibile e di basso profilo preferiamo non entri nemmeno. Ne facciamo invece una questione di stile e buon gusto. Che vengono prima della politica e che dovrebbero valere sempre per qualunque idea s'intenda rappresentare. Mandare in onda questo film è stata un'autentica caduta di stile". D’accordo la deputata Beatrice Lorenzin: "La trasmissione del film Shooting Berlusconi, andato in onda ieri sera su Sky Cinema, è un esempio di pessima televisione: è un inno alla violenza e un incitamento implicito ad azioni efferate contro l'uomo e contro il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Una simile programmazione non ha nulla a che fare con la libertà di espressione; ci sarebbe voluto almeno il buon gusto, da parte dei responsabili del palinsesto di Sky, di non trasmettere un simile film. Per certe cose, non servono leggi ma solo un sano senso del limite". Anche il senatore Francesco Casoli contesta la scelta di Sky: "In un momento delicato come questo, tra crisi economica e terremoto, è davvero scadente e di pessimo gusto trasmettere una pellicola del genere che predica solo odio contro il premier che sta affrontando i problemi reali mettendoci tutta la sua grinta e l'esperienza e trovando apprezzamenti ovunque, dalle massime cariche dello Stato fino all'opposizione". Infine Nunzia De Girolamo, deputata del Popolo delle Libertà: "Sembra quasi che sia partita in sordina per diventar tempesta una nuova offensiva mediatica contro Berlusconi. Una casualità? A pensar male non si sbaglia mai ma forse è l'invidia di una certa sinistra, quella più violenta, per i risultati che il premier sta ottenendo in un momento così delicato per l'Italia".