Sky, una Tv da Sos: la Stefanenko soccorre i "mollati"

Piantati dai partner, si rivolgono alla tv per tirarsi su. Terapia intensiva con "love trainer", chirurgo e stylist

L’unico rischio è che, alla fine, ti manchi più il programma del tuo ex. Perché ti prende, ti avvolge, ti scrolla, ti strapazza e ti rimette in piedi in così poco tempo e con dosi così massicce di attenzioni che, una volta concluso il percorso, ci si sente più «vedovi» delle telecamere, del love trainer, del chirurgo plastico, dello stylist, dell’allenatore e di Natasha Stefanenko che non del fuggiasco (o della fuggiasca) per colpa del quale abbiamo sentito l’esigenza di rivolgerci a loro. Ma ogni tanto, si sa, è utile cambiare la ghigliottina sotto la quale si mette la testa. Si intitola esaustivamente Mi ha lasciato... cambio vita, andrà in onda su Sky Uno (canale 109) da lunedì in prima serata, per dodici puntate e dodici casi, e va ad inserirsi tra i format con cui Sky tente di agevolarti la vita (ne ha uno per cercare casa, uno per insegnarti ad arredarla, uno per dimagrire, uno per educare il cane, uno per addestrare il marito, uno per guarire dalle malattie...). Adesso c’è quella gazzella della Stefanenko che, partendo da una constatazione inconfutabile («prima o poi tutti siamo stati lasciati almeno una volta», tranne lei verrebbe da pensare guardandola) entra nella vita di un manipolo di sgualciti sentimentali e, con una terapia d’urto di sette, otto, dieci giorni (a seconda dell’esigenza), provvede a restituirli al mondo sereni, non più ossessionati e carichi di autostima. Per far rifiorire gli appassiti (o «neo single», come più delicatamente ha trovato il modo di definirli la produzione) Natasha si fa aiutare da un gruppo di esperti: c’è il life coach («love trainer»), Andrea Favaretto che si occupa di rimotivare l’abbandonato/a; c’è il personal trainer, Luigi Colbax, che sceglie gli esercizi fisici a cui sottoporre i «pazienti» a seconda che questi abbiano più bisogno di dimagrire, tonificarsi o sfogarsi; c’è lo stylist, Mauro Adami, che si occupa dell’involucro quando il contenuto è già sistemato; c’è il chirurgo plastico, Matteo D’Ambrosio, che interviene solo in casi «estremi»; e c’è la sessuologa, Barbara Florenzano. Non è un programma bipartisan, non è fatto per aprire i microfoni alle ragioni di uno e dell’altro della ex coppia. Qui c’è una sola versione, una sola ragione, un solo punto di vista: quello del mollato che soffre.
Il «recupero» avviene in una manciata di giorni ma grazie a «cure» intensive: il soggetto (uomini e donne tra i 20 e i 50 anni che si autosegnalano al format o vengono segnalati da amici stanchi di vederli star male) vengono avviluppati dal «sistema Sky» la mattina appena aprono gli occhi e riconsegnati a loro stessi la sera. Poi, tra ginnastica, colloqui, raid per sfasciare la macchina dell’ex con una mazza da baseball, distruzione di oggetti che ricordano «il nemico» (regali, felpe dimenticate, fotografie... vengono raccolti in un baule e dati alle fiamme), sessioni di restyling personale, traning motivazionali, trasformazioni di abiti nuziali inutilizzati in abiti da sera, si arriva alla salvifica e simbolica serata con gli amici alla quale il format li riconsegna «nuovi di pacca». Anche se la vera prova è un’altra. A fine «terapia», i lasciati vengono invitati a mandare un messaggio via sms all’ex: nel quale, brevemente, spiegano la loro metamorfosi e comunicano la loro volontà di non sentirli mai più. Dal momento in cui il messaggio parte dal loro display, si calcolano cinque minuti (cronometro alla mano). Se entro quel lasso di tempo, l’ex risponde al messaggio o addirittura chiama, è possibile parlargli. Ma se quei cinque minuti trascorrono senza segnali di vita da parte del «lasciante», si deve provvedere a cancellare il suo numero e a non farsi più vivi. Lunedì si parte con Alice, che ha 28 anni, stava con il fidanzato da 2 e si è vista scaricare di ritorno da un fine settimana con un’amica. Alice è dimagrita, si è trasferita, ha preso a mazzate l’auto dell’ex e ha scoperto i tacchi. E poi con Marco, 34 anni, agente immobiliare, due figli e fresco di divorzio... Tutti uniti nel credere che «ogni lasciato, non è perso».