SkyTeam sotto il tiro dell’Antitrust Ue

Alitalia fa parte del network insieme a partner quali Air France, Delta, Klm, Continental, Nwa

Paolo Stefanato

da Milano

Diceva Francesco Mengozzi, ex amministratore delegato dell’Alitalia: «Se non fossimo entrati in SkyTeam, probabilmente non saremmo sopravvissuti». Le grandi alleanze tra compagnie aeree sono un’«invenzione» della fine degli anni Novanta; SkyTeam, nata nel 2000, seguì Oneworld (di cui fanno parte, tra le altre, American Airlines, la più grande compagnia del mondo, e British Airways) e Star Alliance (tra le altre, Lufthansa, Thai, Varig). L’Alitalia si unì nel 2001 a un gruppo di cui facevano parte Delta e Air France, alle quali poi si aggiunsero anche Klm, Continental, Northwest; l’ultimo ingresso è recentissimo, ed è quello di Aeroflot. Le grandi alleanze hanno uno scopo industriale preciso: creare sinergie tra i partner nell’interesse dei passeggeri. È questo che ha aiutato a superare crisi come quella successiva all’11 settembre. Le reti delle compagnie alleate entrano in un unico network globale, così che il viaggiatore con lo stesso biglietto può raggiungere più destinazioni e utilizzare più servizi. Sono in comune alcune strategie commerciali, con conseguenti razionalizzazioni di costi, e gli ambitissimi programmi «frequent flyer», che spesso determinano le scelte dei consumatori.
Di ieri la notizia che l’Antitrust europeo ha in corso un’indagine su SkyTeam; in realtà l'inchiesta è stata aperta da Bruxelles, senza grandi clamori, alcuni anni fa, ma ieri ha provveduto a ricordarlo il commissario Ue alla Concorrenza, Neelie Kroes, nel corso di un intervento all'università di Leida, in Olanda. Ha spiegato: SkyTeam «solleva preoccupazioni sotto il profilo della concorrenza». Rilanciata dalle agenzie, la notizia ha suscitato immediate reazioni in Borsa, dove il titolo Alitalia ha chiuso con un pesante ribasso: meno 3,4% il prezzo di riferimento, a 1,03 euro; Air France-Klm a Parigi ha ceduto l’1,4%.
Con l’inchiesta su SkyTeam gli accordi intercontinentali tra compagnie aeree entrano per la prima volta nel mirino dell’Antitrust europeo, ha voluto sottolineare la signora Kroes, ricordando che nell’analizzare questa partnership la Commissione «esamina, per la prima volta nella quasi-totalità, gli effetti sulla concorrenza di un’alleanza globale tra compagnie aeree». Per questo «riveste un’importanza particolare, poiché contribuirà allo sviluppo della politica della Commissione nei cofronti delle alleanze globali».
Il commissario Ue ha riferito, inoltre, che su SkyTeam ha aperto un’indagine anche il dipartimento Usa dei Trasporti, che rappresenta l’Autorità Antitrust statunitense nel settore aereo (tre le compagnie Usa nel network: Delta, Continental e Northwest). «È un buon esempio perché abbiamo bisogno di meccanismi di cooperazione efficaci» tra Ue e Usa.
Il portavoce del commissario Ue, Jonathan Todd, ha spiegato che l’indagine è legata al sospetto di «possibili restrizioni delle pratiche commerciali» ma non ha fornito ulteriori informazioni né sui tempi dell’indagine, né sul suo possibile esito. Alla chiusura dell’istruttoria, le compagnie saranno chiamate a esporre le prorie controdeduzioni; eventuali «rimedi» per riequilibrare la concorrenza saranno successivi.
Va ricordato che nel 2004 la Concorrenza Ue ha verificato gli accordi bilaterali tra Alitalia e Air France. L’indagine si è conclusa con un’esenzione dell’Antitrust che dovrebbe durare fino a novembre 2007. Tali accordi potrebbero quindi essere esclusi dalle nuove indagini sugli accordi sottoscritti tra i partner di SkyTeam.