Lo slalom di Prodi fra i ministri troppo chiacchieroni

Il portavoce del presidente Romano Prodi è intervenuto nei giorni scorsi per precisare che l'adesione del ministro Pollastrini al gay-pride di Torino era a titolo personale. Puntualizzazione che segue a breve distanza la smentita anche sulla sortita di Ferrero, il quale si era dichiarato favorevole alla sperimentazione delle stanze del buco. Insomma, nel governo di Prodi ci sono ministri che non sono riconosciuti come tali ed hanno una cittadinanza «precaria», come fossero privati cittadini: il che, trattandosi di un ruolo istituzionale, è sicuramente un elemento innovativo. Tuttavia, non più tardi del mese di marzo di quest'anno, l'allora aspirante presidente del Consiglio dell'Unione aveva scritto una lettera all'Arcigay e Arcilesbica a proposito dei Pacs ed aveva testualmente affermato: «È comunque la determinazione, mia e di ogni componente della coalizione, la presa d'impegno, a voler percorrere insieme a voi, e non senza di voi, il cammino in grado di portare ad un riconoscimento pieno ed effettivo di questi diritti». Con il proprio intervento Sircana ha inteso smentire anche lo stesso Prodi che evidentemente all'epoca in cui ha rilasciato la dichiarazione lo ha fatto sempre a titolo privato.