Lo slalom di Rocca dura 35’’

Un 2006 cominciato alla grande, poi il buio più profondo. Ecco come può essere riassunta l’annata di Giorgio Rocca, la punta di diamante dello sci alpino italiano, l’erede designato di Alberto Tomba, il portabandiera della squadra azzurra ai Giochi Olimpici torinesi. E invece, dopo il filotto di 5 vittorie consecutive in slalom in Coppa del mondo che aveva fatto gridare al prodigio, Rocca è stato il protagonista negativo dell’Olimpiade casalinga. Dopo un deludente quinto posto in combinata (troppo lento in discesa e incapace di fare la differenza nello slalom), il 31enne di Livigno ha inforcato dopo soli 35 secondi nella prima manche dello slalom, strozzando in gola un grido di disappunto alle migliaia di italiani giunti a tifare per lui. Una caduta ancora più rovinosa se si considera che la sua vittoria era data quasi come scontata. A poco è valsa la coppa del Mondo di specialità, conquistata nello slalom speciale. L’azzurro più atteso della spedizione olimpica italiana ha trasformato la sua gara nel più grande dei rimpianti, segnando profondamente tutta la stagione agonistica.