Slatkin brinda con la Verdi

«Nona Sinfonia» di Ludwig van Beethoven. Ormai è il must di fine anno per i complessi - Coro e Orchestra – della Verdi. Che da qualche tempo sono soliti chiudere il vecchio e bagnare il nuovo anno con la Nona di Beethoven, così come accade in tante istituzioni europee e sulla scorta di una tradizione avviata da Riccardo Chailly, ex direttore musicale dell’Orchestra. Per soddisfare un pubblico che, nelle ultime edizioni, ha consumato i biglietti d’ingresso in un batter d’occhio, s’è pensato a quattro appuntamenti. Il primo è per quest’oggi, sabato, alle ore 16, seguono quelli di domenica alle 19.30, lunedì alle 16 e martedì alle 19.30. A beneficiare è l’affezionato pubblico: cresciuto in quattordici anni, sempre più folto e impavido. Stoico, considerato il test di coraggio cui è sottoposto ogni volta che raggiunge la casa della Verdi, l’Auditorium in Largo Mahler: dalle intelligenti proposte e buona acustica, ma segnato dalla carenza dei mezzi pubblici per non parlare dei posteggi auto.
L’edizione 2006 del concerto di capodanno è affidata al direttore americano Leonard Slatkin, a un mese dal debutto sul podio della Verdi (in novembre, con un programma interamente dedicato a Johannes Brahms). Slatkin, direttore della National Symphony Orchestra, direttore principale ospite della Royal Philharmonic Orchestra, della Los Angeles Philharmonic e della Hollywood Bowl, torna con un quartetto di solisti di classe. A partire dal soprano Oksana Dyka, ucraina, il mezzosoprano moscovita Irina Tchistiakova, dal 1990 primo mezzosoprano alla New Opera di Mosca. Completa la rosa di solisti il neozelandese Simon O’Neill, fresco di debutto al Metropolitan di New York, e il russo Stanislav Shvets, studi al Conserva torio di Mosca e medaglia al Concorso di Canto Francisco Vinas di Barcellona.
Slatkin è direttore di vaglia. Ha fatto il giro delle migliori orchestre degli Usa, dalla New York Philharmonic alla Chicago Symphony e Boston Symphony Orchestra. Ha speso quindici anni con la Saint Louis Symphony e nove con la Cleveland Orchestra’s Blossom Festival. Ha ricevuto un Grammy come Best Classical Recording. Presta attenzione anche alla trasmissione dei segreti di bottega al punto da promuovere la fondazione del National Conducting Institute. Lo vedremo sempre più in Europa come attestano gli impegni con la Deutsches Symphonie Orchester Berlin, la Leipzig Gewandhaus, la Vienna Symphony e l’Orchestre Philarmonique de Radio France. Le sue incisioni (più di 100) gli hanno guadagnato cinque Grammy Awards e cinquanta nominations.