Slitta la proposta di Air France Sale la tensione tra i sindacati

In mattinata atteso il nuovo testo, poi il cda deciderà sulla data dell’ultimatum

da Milano

Sempre più ingarbugliata la trattativa che vede da una parte Air France, dall’altra i sindacati italiani e, sullo sfondo, l’acquisizione di Alitalia. Ieri sera era atteso da Parigi un documento con i dettagli delle proposte emerse durante l’incontro con Jean-Cyril Spinetta di martedì. Fino a tarda ora, nessuna notizia: sembra che fosse fermo alla traduzione. Arriverà, con buona probabilità, oggi in prima mattina, prima dell’incontro intersindacale, convocato per le 11, sede nella quale le nove sigle lo esamineranno adeguatamente. Ieri sera, tuttavia, all’Anpac (la prima organizzazione dei piloti) era in corso una discussione arroventata sull’opportunità di partecipare alla riunione intersindacale. Sulla propria posizione critica l’Anpac ha anche diramato un comunicato.
Per oggi è stato convocato il consiglio di amministrazione di Alitalia, chiamato a esaminare la posizione finanziaria netta al 29 febbraio e a decidere su un’eventuale proroga del termine per la trattativa con Air France, finora fissato al 31 marzo. Lunedì ci sarà anche un nuovo confronto sindacati-Alitalia-Air France.
Preliminare a tutto è comunque un segnale di apertura da parte dei sindacati; solo in base a questo avrà senso dare più spazio al negoziato, che riprenderà lunedì alla presenza del presidente di Air France. Per accordare un rinvio della scadenza è (probabilmente) necessario un prestito ponte, che il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, potrà richiedere al Tesoro solo se vi saranno i presupposti per un costruttivo prosieguo della trattativa con Air France. Lo scoglio più duro, allo stato, sembrano i piloti, paradossalmente tradizionali «alleati» di Air France: scottati dal numero degli esuberi, dalla chiusura sul cargo, penalizzati dalla cassa integrazione e dalle prospettive di un rientro in Air France a condizioni considerate offensive. Ammorbidita, al contrario, appare la posizione dei sindacati confederali. Il clima, in sintesi, è moderatamente fiducioso.
Il documento di Parigi non è, come taluno si aspetta, un nuovo piano industriale, ma un «accordo quadro per la gestione delle risorse umane». Non cambiano i numeri, ovvero i 2.100 esuberi già indicati, né le linee di fondo. Ci saranno i particolari sulle modalità delle riduzioni, per esempio la cassa integrazione per 7 anni all’80% dello stipendio, integrato al 100% dalla stessa Air France. Gli esuberi sono, grosso modo, 500 tra i piloti, 600 tra il personale di volo, 500 tra gli assistenti di terra e 500 nelle manutenzioni pesanti di Az Servizi. I piloti si aspettano, per l’esattezza, 541 esuberi, ma nel documento troveranno una cifra diversa, 507, leggermente più lieve. Sono durissimi sul cargo (accusano Alitalia di non averli tenuti informati sul reale stato dei conti, che appaiono disastrosi) e sui tagli alla flotta (42 aerei in meno): ed è proprio su questi due temi che Spinetta, gran negoziatore, potrebbe fare un gesto d’incontro, lunedì mattina, riducendo il numero delle «messe a prato»; l’equazione è immediata, più aerei significa più equipaggi. Per il cargo potrebbero essere riviste le date della moratoria: anziché una chiusura definitiva per il 2010, un paio d’anni di più.
Spinetta è stato molto chiaro sulle manutenzioni pesanti, che nessuna compagnia ormai tiene «in casa». Mentre il destino di Az Servizi sembra chiaro, e meno doloroso di quanto alcuni riferiscano. Handling e manutenzioni leggere rientrerebbero in Az Fly. Air France si impegna ad acquistare il controllo (51%) di Az Servizi di cui oggi è titolare Alitalia, per poi cederlo, progressivamente, a Fintecna, mantenendo una quota non superiore al 20 per cento.