«Slitta» la vendita: semaforo rosso per le case comunali

Giannino della Frattina

Ancora semaforo rosso per la vendita delle case popolari del Comune. Slitta la cessione degli stabili di via Cesariano e Cicco Simonetta spostando alle calende greche l’operazione che vorrebbe trasformare i soldi incassati dall’operazione in nuove case da acquistare in zone più periferiche. E, proprio su questo punto, anche nella maggioranza c’è chi chiede maggiori garanzie. Così, nella seduta di ieri pomeriggio, la delibera di vendita è stata impallinata impedendo al centrodestra la prsentazione degli emendamenti necessari per individuare gli alloggi da comprare o da ristrutturare. «Giustamente e come previsto - il commento del vicario azzurro a Palazzo Marino Alberto Garocchio - la delibera non è passata perché, pur rappresentando la giusta esigenza di vendere per ricomprare, era imperfetta. E, soprattutto, lasciava troppi dubbi. Nessuno con la testa sulle spalle potrebbe votarla senza sapere dove poi finiscono i soldi». Di «problemi tecnici» parla Manfredi Palmeri (Fi). «La delibera è votabile, ma non basta. Dobbiamo solo trovare il modo per sanarla perché la volontà politica di vendere è chiara. Cerchiamo lo strumento operativo per modificarla». Difficile ora immaginarne il destino. Probabile che il centrodestra la voti nella forma attuale rinviando ad un successivo provvedimento, forse una delibera di iniziativa consiliare, la determinazione esatta del piano d’investimento dei soldi incassati dalla cessione.
«Gli stabili non saranno messi in vendita - esulta il centrosinistra -. A meno che la giunta non predisponga una nuova delibera. Questo è l’esito della caotica gestione della questione dopo la fuga precipitosa della maggioranza dall’aula». Secondo l’Unione non resta che l’assegnazione immediata dei 27 alloggi di via Cesariano e dei 18 di via Cicco Simonetta alle famiglie che aspettano nella lista d’attesa, a partire dagli ex-inquilini che hanno diritto di prelazione.