«Slogan su Nassirya, bene l’indagine»

De Corato: «Giusta la linea dura della Procura avviata dopo gli incidenti dell’11 marzo»

«Sono molto soddisfatto per questo intervento della Procura di Milano e in particolare del procuratore aggiunto Armando Spataro, che ha dato seguito immediatamente all’appello che, il giorno dopo il corteo, avevo rivolto alla magistratura di intervenire con fermezza contro questi manifestanti che avevano oltraggiato pesantemente la memoria dei nostri militari caduti offendendo tutta la città e l’intero Paese che stava ancora piangendo la loro morte». Così il vicesindaco Riccardo De Corato commenta l’apertura di un’inchiesta (ancora a carico di ignoti) che ipotizza il reato di oltraggio ai defunti, in violazione all’articolo 724 del codice penale, per quello slogan - «dieci, cento, mille Nassirya», cantato da un gruppo di autonomi durante il corteo del «May-Day parade» del primo maggio, e di danneggiamento, per l’attacco compiuto ancora una volta da esponenti dei centri sociali ai danni del gazebo elettorale dello stesso De Corato.
L’indagine è stata affidata al pubblico ministero Ilda Boccassini, già titolare di un’inchiesta riguardante otto persone appartenenti al Comitato di lotta per la Palestina che avrebbero dato fuoco a due bandiere di Israele nel corso del corteo del 25 aprile, e che ipotizza i reati di istigazione a delinquere e danneggiamento.
«Ancora una volta - prosegue il senatore di Alleanza nazionale - questa inchiesta, così come la chiusura veloce delle indagini con il conseguente rinvio a giudizio degli indagati per le violenze e le devastazioni commesse l’11 marzo scorso, testimonia l’impegno serio della magistratura milanese di voler continuare a perseguire con fermezza chi offende la città e le istituzioni».
Si tratta di «una linea dura - aggiunge il vicesindaco - portata avanti dalla magistratura subito dopo gli episodi dell’11 marzo, che paga e che risulta essere la risposta più efficace per combattere e prevenire questi comportamenti violenti». E una prova, secondo De Corato, sarebbe anche che «quest’anno, durante il corteo di San Precario del Primo maggio, nonostante gli slogan oltraggiosi che inneggiavano ad altre Nassirya, ci sono stati meno danneggiamenti e scritte sui muri della nostra città».