Slot a Malpensa, Formigoni ricorre alla Ue

Il sistema di assegnazione in vigore in Italia, secondo il presidente della Lombardia, viola il diritto
comunitario e la Costituzione italiana e per questo la Regione è pronta a presentare un
ricorso alla Commissione europea e alla Consulta

Bruxelles - Il sistema di assegnazione degli slot in vigore in Italia, secondo il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni, viola sia il diritto comunitario che la Costituzione italiana e per questo, nell’ambito del braccio di ferro in corso tra Roma e Milano sul caso Malpensa-Alitalia, la Regione prevede di presentare un ricorso alla Commissione europea e alla Corte Costituzionale. Questa la strada che Formigoni intende percorrere affinchè lo scalo milanese e l’istituzione che egli rappresenta non finiscano, per usare le sue stesse parole, «cornute e mazziate». Ovvero siano costrette a subire la chiusura delle rotte intercontinentali annunciata da Alitalia senza poter percorrere alternative valide. Formigoni ha illustrato la sua strategia dopo aver parlato del ’caso Malpensà per un’ora con il commissario Ue ai trasporti Jacques Barrot nel corso di un incontro svoltosi nella sede del Parlamento europeo a Strasburgo. In questa sede il governatore della Lombardia ha visto anche il vicepresidente dell’esecutivo comunitario Franco Frattini. «Invieremo una lettera di interpello a Barrot - ha detto Formigoni - per chiedere delucidazioni sulla normativa comunitaria in vista della presentazione di un ricorso. Il commissario mi ha assicurato che incaricherà i suoi servizi di approfondire la questione». Nel mirino della Regione Lombardia c’è in particolare Assoclearance, l’associazione che gestisce gli slot a cui partecipano società aeroportuali e vettori aerei. «La nostra non è una battaglia politica ma funzionale», ha più volte ribadito Formigoni. «Il governo ci deve dire se condivide o no il piano di Alitalia».